Anna Boggero Prin Luce resilienza
Ciao a tutti e benvenuti a questa nuovissima intervista di Scrittore Vincente. Per me è veramente un grandissimo piacere avere dall’altra parte una persona che stimo, una scrittrice, una nonna, Anna Boggero Prin. Una donna resiliente! Ciao Anna dicci chi sei e perché sei resiliente.
Ciao Emanuele. Sono resiliente perché quando cominci a contare la vita non in anni, ma in decenni, vuol dire che la vita ti ha presentato un sacco di cose da cui devi imparare ad uscire. Avevo una nonna tosta, vissuta fino a 95 anni, che mi hai insegnato come essere resiliente. Aveva delle formule magiche del tipo più che vecchi non si può diventare e aveva una sua filosofia che tendeva alla felicità, nonostante avesse visto parecchie cose, comprese due guerre. E con questo modello cerco di superare le piccole e grandi cose della vita.

La forza delle frasi!

Tua nonna con una sola frase sintetica, potentissima, molto densa, si ritrova nel tipo di comunicazione del tuo testo.

Il titolo stesso Luce è un titolo strettissimo, ma potentissimo.

Si perché la luce entra dappertutto, anche dalle crepe.
La domanda che voglio farti è: quanto ha influito tua nonna nella scrittura, nella modalità di comunicazione, che utilizzi attraverso la tua penna?
Tantissimo anche perché mia nonna era una persona ironica. Il seguito della frase più che vecchi non si può diventare è per questo bisogna rimanere molto giovani e questo lei lo diceva anche a 90 anni, quando mia madre le ha imposto con forza di smettere di andare in crociera, altrimenti saremmo morti di infarto prima noi di lei.
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Come si chiamava tua nonna?
Caterina, ma non ci sono personaggi con questo nome nei miei romanzi. E poi mi ha insegnato a dire molto con poche parole, perché c’è sempre da fare e non si può perdere tempo con tanti discorsi.
La saggezza delle persone anziane! Ricordo anch’io le mie nonne, che purtroppo non ci sono più, e che effettivamente, con poche parole, dicevano tantissimo. La protagonista del tuo romanzo Luce non è Caterina, non è una nonna, bensì è Giovanna una ragazza, anzi una ragazzina felice appagata. Parlaci di questa Giovanna, per favore.
In un primo tempo si vede la vita di Giovanna dalla nascita fino ai suoi 13 anni 10 mesi e qualche giorno; poi c’è un lungo periodo di vuoto, al termine del quale Giovanna racconta tutta questa storia perché è arrivata ad un punto di svolta. Non riesce più a sostenere questa finzione che è diventata la sua vita, dopo una certa cosa, che non posso svelare. Giovanna è molto resiliente, è una grande persona, con tanta forza d’animo, che alla mia età, fra 6 giorni compierò 68 anni, riesce a recuperare tutto quello che non ha fatto. E lo farà alla grande, pensando di condividere questi suoi doni con più persone possibili, come avrebbe dovuto fare, se la sua vita fosse scorsa su dei binari normali. Però se non succede niente, non c’è neppure niente da raccontare! Come quando i bambini tornano a casa da scuola, e alla domanda che cosa hanno fatto rispondono semplicemente niente, perché la giornata è stata normale. Se invece un giorno succede una cosa straordinaria, decade il niente e c’è qualcosa da raccontare. In questa storia accade una cosa troppo grande, tanto è vero che una mia amica che ha letto il libro, mi ha scritto dicendomi che era a pagina 371 e aveva paura a voltare la pagina. Non posso dire altro perché non voglio spoilerare.
Senti Anna, Giovanna fa rima con Anna e Giovanna e, ad un certo punto, inizia a creare una lista di cose da fare e si mette a scriverle al computer. Quanto c’è di Giovanna in Anna e di Anna in Giovanna?
Questo per me è difficile dirlo, spetterebbe a chi mi conosce. Quello che posso dirti è che ho cominciato a sognare certe persone la sera precedente al mio quattordicesimo compleanno. E le ho sognate, sempre in occasione del mio compleanno, per più volte durante la mia vita e alla fine ho deciso di raccontare questa storia. Sicuramente queste persone rappresentano una mia sfaccettatura inconscia, anche se non so dirti quale. A me sarebbe tanto piaciuto avere il talento di Giovanna nella sua arte, ma non ce l’ho, e forse è una forma di compensazione.

Anna perché una persona dovrebbe leggere il tuo libro?

Perché è bellissimo.

Questa sicuramente è la risposta da dare.

Da un punto di vista del marketing sai che servono delle argomentazioni specifiche per abbattere le obiezioni alla vendita.

Parliamo di marketing, perché chi ci segue sicuramente è un autore come te che vuole ottenere, dall’ascolto di queste interviste, informazioni utili e più mirate.

Parliamo quindi dell’ abbattimento delle obiezioni all’acquisto di un prodotto o servizio.

Possono essere di tre tipi: un’obiezione interna: Luce, questo libro non fa per me; una esterna: costa troppo e non ho tempo; poi c’è l’obiezione sul prodotto: Luce non è un prodotto valido.

Partendo dal presupposto che questo libro sia un prodotto valido, fatto da una persona che da tantissimi anni si dedica alla scrittura, fa introspezione, amante e abile redattrice di opere fiction, come facciamo ad abbattere le obiezioni di tipo interno ed esterno?

Come le abbatteresti con le tue parole, con le tue argomentazioni?

Rispetto ai libri precedenti, più lineari, più semplici, questo è una specie di esperimento, perché raccontare una storia attraverso le emozioni, attraverso il risultato di questa stessa storia, è stata una cosa abbastanza nuova e interessante anche per me. Quindi se la persona che ci segue sta cercando una via, un abito per la propria scrittura, una piccola ispirazione, può trovarla anche in questo libro, per il modo in cui è scritto, per come sono state ponderate le scelte, visto che la storia richiede un certo tipo di partecipazione. È una storia che riguarda un po’ tutti perché in effetti la perdita accade a chiunque durante la vita, e più o meno, i miei tre libri girano intorno a questo argomento. Come ne esci? Sicuramente cambiato perché è un dovere morale uscirne bene, sia per quelli che restano, che per quelli che ti circondano, ma anche semplicemente per te stesso. E la via d’uscita passa sempre attraverso l’apertura verso il mondo e verso gli altri, mai attraverso la chiusura. In questo difficile periodo di pandemia, secondo me, tutti ci siamo dovuti confrontare con la malattia, la morte o con un momento difficile. Ci sono dei libri di auto aiuto, ma, sempre secondo me, il racconto di una storia immaginaria mette nella disposizione di accogliere questa storia come fosse vera, per il patto che c’è tra il lettore e l’autore. Non so quante obiezioni abbiamo abbattuto, dimmi tu se manca ancora qualcosa.
Assolutamente no. La prima obiezione che hai abbattuto è la spiegazione del titolo: ora è chiaro. È un’opera che dà conforto, dà sollievo, un’opera che ha quasi potere terapeutico. E anche se è un’opera fiction, il potere dello storytelling, per il patto tra il lettore e l’autore, può veramente aiutare, immedesimandosi nella storia di Giovanna, più di un manuale asettico, che dà una serie di istruzioni senza anima.
Sì, anche se poi ci sono molti personaggi in questo romanzo. Avendo insegnato per decenni francese alle scuole medie, ho scoperto, con l’andar del tempo, che era molto più semplice insegnare attraverso delle storie.
A sostegno di ciò che ci hai appena detto, posso dirti che, avendo frequentato corsi di vendita di ogni tipo e costo, si va sempre a parare sullo stesso punto. Se vuoi vendere qualcosa cerca sempre non di raccontare le caratteristiche di quel prodotto o servizio, ma racconta la storia di chi magari, attraverso quel prodotto o servizio, è riuscito a ottenere i benefici che il prodotto/servizio promette. Quindi il cerchio si chiude, il potere della storia sta proprio nel raccontarla. Uno dei più grandi poteri che l’essere umano abbia sempre avuto a sua disposizione.

Quando ho riletto il primo libro che ho pubblicato Prigionieri Della Speranza, mi sembrava scritto da un’altra persona e questo mi ha permesso di beneficiare di tutte le cose che volevo trasmettere quando l’ho scritto.

Luce, libro assolutamente da leggere, soprattutto in questo periodo, perché abbiamo bisogno tutti di una luce diversa e magari una luce raccontata in una modalità appassionante, può diventare ancor più piacevole. Anna come è stata la tua esperienza con il Self Publishing in particolare con Self Publishing Vincente?
Direi molto più semplice, avendo demandato a voi tutte quelle parti tecniche che a me davano una certa difficoltà. Mi riferisco anche a cose banali tipo la numerazione delle pagine. Molto importante è stato il vostro servizio di correzione bozze, tanto che ho dovuto rileggere il “libro” due volte, per non parlare poi della qualità del servizio e del il risultato, che è stato esteticamente soddisfacente.
Adesso avrai delle presentazioni da fare visto che non hai grande familiarità con la tecnologia online.
Riprendiamo dopo l’estate, quando le biblioteche saranno aperte ad un pubblico distanziato.
Hai già pianificato delle date?
No. Ho concordato dei posti, ma le date mi verranno poi comunicate a seconda della pianificazione delle varie biblioteche.

Luce (Donne Vincenti), il romanzo che è anche un’opera di miglioramento personale di Anna Boggero Prin, che troviamo su Amazon.

Ci sono altri posti online dove una persona può mettersi in contatto con te?

Su youcanprint c’è di nuovo il libro in vendita.

Attraverso la mia pagina Facebook a.boggero.prin e la pagina Donne Vincenti dove illustrerò il prossimo libro che ho appena abbozzato, e dove ci saranno le date degli incontri.

Anna ti ringrazio. Ti faccio un grande augurio e magari ci stringiamo la mano a breve.
Grazie a te Emanuele. Ciao e arrivederci.
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