Anna Ferrari pubblica il libro Insondabile Destino con Self Publishing Vincente

Che potere pensate possa avere un antico taccuino con simboli sconosciuti di origine celtica per una specialista in semiologia e linguistica?

Questa è la sinossi introduttiva del libro di Anna Ferrari.

Anna è qui con noi.
Insondabile Destino, un libro che assolutamente ti prende.

Anna dicci chi sei e di che cosa ti occupi.

Ciao a tutti sono Anna Ferrari e di cosa mi occupo? Mi occupo di scrittura in tutte le sue sfaccettature, la porto anche in classe con me perché adoro parlare di scrittori, adoro commentare le loro opere e quindi, se non posso farlo a voce, lo faccio anche per iscritto. Le mie specializzazioni sono le letterature russa e inglese e scrivo anche in inglese. Ho pubblicato da poco un articolo su Medium, sulla poetessa Emily Dickinson, che è stato molto apprezzato e viene pubblicato anche a puntate sulla piattaforma Uniwall. Oggi siamo alla seconda puntata, oppure si può trovare sul mio sito www.anna-ferrari.com . Mi occupo di scrittura, leggo, leggo tantissimo e mi occupo di linguaggio, mi piace molto capire da dove arrivano le parole e questo forse mi è rimasto dagli studi classici, perché mi piace trovare sinonimi, imparare parole nuove, non solo nella lingua straniera ma anche nella mia lingua. Mi piace proprio. Mi piacciono le parole, le parole sono coloro che mi descrivono; io vivo attraverso le parole, anche per esperienze mie personali, per un carattere piuttosto introverso, quindi se posso usare le parole scritte per esprimermi e comunicare, io sono in pace con me stessa, con il mondo, non esistono più problemi.
Sì confermo! Infatti non è che sia stato così facile per me farti questa video intervista e per questo ti ringrazio per la tua disponibilità. Parlaci un attimo di questo libro e di cosa tratta.

In questo libro si riuniscono, in un amalgama che mi sembra piuttosto armonioso, alcune mie passioni.

Abbiamo la linguista e semiologa Beatrice Sensi, abbiamo tutta la parte del folclore russo e abbiamo la mitologia celtica, che è una mitologia ricchissima, molto interessante, ricca di spunti e che a me ha dato un sacco di ispirazione e di voglia di scrivere.

Il centro di tutto è un taccuino misterioso, tanto più misterioso perché è chiaramente di origine celtica, ma i celti non usavano il linguaggio, non usavano scrivere.

Quindi è un reperto archeologico di straordinaria rilevanza.

Beatrice Sensi, mentre sta portando avanti una ricerca sui rapporti fra i celti e i russi, incontra questa notizia sul giornale e subito si interessa di questa cosa, come semiologa è il suo pane quotidiano.

Le verrà dato l’incarico di decifrare questo taccuino.

Il taccuino è stato scritto circa 20 secoli prima da Gwyny.
Gwyny abita in una tribù celtica insieme alla madre Una, al padre che è arcidruido Ynyr e sua mamma sta per dare alla luce un altro bambino.

Purtroppo Una, la madre, non sopravvive al parto e quindi rimangono Ynyr, Gwyny e la sorella Oonagh.

Il padre scopre che il destino di Gwyny è frequentare l’accademia per diventare druidessa e quando Gwyny è lontana, purtroppo, il male si insinua nella sua vita e nella vita del padre, mentre lei d’altro canto ha trovato l’amore con Lyam.

La loro felicità viene minacciata in modo molto violento attraverso la magia nera, attraverso la cattiveria, tanto che i due sono costretti a fuggire.

Fuggendo purtroppo accadono delle perdite pesantissime e Gwyny quindi ha scritto tutto questo nel suo taccuino e lo ha lasciato, come le ha detto sua madre prima di morire, perché così lo leggeranno quando il tempo sarà dovuto.

E infatti Beatrice Sensi riesce a restituire la parola a Gwyny che può finalmente raccontare la sua storia.

Permettimi di essere trasparente perché questo è un blog seguito da scrittori, autori che come te vogliono imparare come promuoversi al meglio.

Io stesso ho letto il tuo libro e ho lasciato una recensione sotto la tua pagina di Amazon, con il nome Il Prop.

Quello che mi è piaciuto del tuo libro è proprio il ritmo, le ambientazioni differenziate, l’alternarsi dei protagonisti, quello che è proprio l’approfondimento per ogni profilo psicologico e l’utilizzo poi della lingua con una certa maestria.

Nel momento in cui tu ce lo racconti, cioè lo presenti, perdonami la franchezza, essendo auto editrice, devi essere la migliore presentatrice di te stessa e del tuo libro, invece ce ne parli, come dire, in maniera piuttosto “allungata”.

Questo è un consiglio che do a te e a tutti gli autori che ci stanno seguendo: nel momento in cui dobbiamo presentare un libro, prepariamoci, In quel minuto dobbiamo dare una promessa di coinvolgimento e, all’interno di questa promessa di coinvolgimento, dobbiamo trasmettere un grande entusiasmo.

Dobbiamo parlare del libro senza esporre il finale lasciando una grande curiosità, dobbiamo dire qualcosa che incuriosisce, quindi dove è ambientato, quali sono i protagonisti ma soprattutto perché leggerlo, e tutto questo in un minuto.

Quindi Anna, permettimi la franchezza, lo dico anche per aiutare chi ci segue e non solo.

Una settimana fa ero ad un incontro con un importantissimo consulente, un consulente internazionale, parlavamo in inglese, e mi ha chiesto di che cosa mi stessi occupando.

La mia risposta è stata un po’ lenta, un po’ titubante.

Gli ho spiegato che mi occupo di servizi di book marketing, di Self Publishing e lui, in video conferenza, mi ha detto che probabilmente non c’era possibilità di collaborazione perché non avevo costruito un business solido, da come lo avevo descritto.

In realtà, per fortuna e per competenze, il mio business è solido, perché abbiamo la possibilità di pubblicare tanti autori straordinari come te ogni mese.

Quindi mi ha redarguito mettendomi in alert, perché?

Perché è proprio da come presentiamo il nostro progetto, che andiamo ad incidere sulla possibilità di farlo riuscire ed è proprio dal buongiorno che si vede il mattino.

Bisogna allenarsi per essere efficaci da questo punto di vista!

Grazie, grazie del consiglio.
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Dopo questa video consulenza, gli ho poi inviato un report che ha letto tutto dicendomi, alla fine, che la mia attività era veramente molto interessante, e non capiva perché gliela avevo spiegata in quella maniera, come a dire “ti sei tirato un boomerang addosso”, “ti sei dato la zappa sui piedi”, se vogliamo utilizzare delle metafore. Quindi mi sono permesso di fare questa parentesi per dire che la tua presentazione Anna, la presentazione del tuo romanzo, è il racconto in base alle tue conoscenze, di quelli che sono i punti salienti del tuo romanzo, però potrebbe essere un boomerang se raccontato così. Io che ho letto il tuo romanzo, posso dire, che è molto più ritmato, molto più potente di come tu lo descrivi, sbagliando un po’ come io ho fatto con quel consulente, come credo, del resto, che faccia il 90% delle persone. Voglio sfidare qualsiasi autore a dire di che cosa parla il suo libro e adesso Anna spiegarmi in 30 secondi perché dovrei leggere il tuo libro.
In questo momento lo dovete leggere perché è un modo per evadere e per vivere un momento di assoluto distacco e rilassatezza.
Grazie Anna per questa condivisione credo che sia molto utile per chi ci sta seguendo, ti ripeto è utile anche per me, come ti ho appena raccontato.
Comunque grazie del consiglio perché, appunto, se ne ha bisogno. Siamo qui da soli con la nostra scrivania, c’è bisogno assolutamente di un confronto.

Soprattutto per professionisti come te.

È una vita che studi a fondo la letteratura, ti occupi di semiologia, sei una studiosa della lingua e questo si vede leggendo i tuoi romanzi, come è successo a me.

Sono rimasto veramente stupito!

D’altro canto oggi, purtroppo e per fortuna, per chi è in grado di manipolarlo, è il marketing che fa la differenza.

Noi possiamo creare il prodotto più bello e appetibile del mondo però, se dietro non c’è minimamente un marketing efficace, questo non farà alcun tipo di vendita.

Se invece abbiamo un prodotto medio, con un grande marketing, questo prodotto può diventare un best seller.

All’inizio ero molto restia e poi ho dovuto invece rendermi conto che non è più il tempo dello scrittore isolato nella sua torre d’avorio. Oggi lo scrittore deve scendere in campo e metterci le mani sennò niente funziona.

Bisogna mettersi in discussione però, nel momento in cui ci mettiamo in discussione, lo facciamo per qualcosa a cui teniamo enormemente, per qualcosa che ci rappresenta, un qualcosa che contiene la nostra passione, i nostri pensieri, le nostre emozioni, le nostre fatiche.

Quindi vale la pena farlo e se non lo facciamo per questo che è un prodotto così intimo per noi, che ci appartiene così tanto, per cosa lo dovremmo fare?

Bisogna aprirsi per condividere il valore che c’è dietro ai nostri libri e, nel caso tuo Anna, c’è un valore estremamente elevato, c’è una ricerca.

Non sto qui a vendere il tuo libro perché non è l’obiettivo, però, ti ripeto, mi sembra ingiusta, nel tuo caso ancor di più, questa soglia iniqua che c’è tra il valore intrinseco del prodotto e il marketing che c’è intorno, inerente alla presentazione.

Quindi grazie Anna di avermi permesso di trattare questi argomenti, perché sono molto interessanti.

Torniamo ora alla tua esperienza di Insondabile Destino con self publishing.

Come ti sei trovata con Self Publishing Vincente, con il nostro team, con le procedure che utilizziamo per realizzare prodotti come il tuo?

Mi sono trovata davvero molto bene, mi sono sentita seguita.

C’è una persona del tuo staff che consulto ancora adesso quando ho bisogno e mi risponde, capisco che è pieno di lavoro, però comunque mi risponde sempre e questo nei giorni un po’ bui fa veramente tanto piacere.

Ho vissuto proprio come penso abbiano vissuto gli scrittori del secolo scorso, come avessero un editor a disposizione, consigli, una copertina bellissima, a mio avviso molto impattante proprio con la luce centrale, e ritengo assolutamente che il libro sia stato valorizzato da questa esperienza.

Ora appunto, come si diceva, manca ancora un pezzetto, ma quello glielo devo mettere io.

Per quanto riguarda quello che ho ricevuto da Self Publishing Vincente è un’ esperienza assolutamente positiva.

Quali sono i siti dove poterti trovare ed approfondire i tuoi studi, le tue pubblicazioni?

Hai degli spazi online dove poterti trovare?

Sì ho un sito che è www.anna-ferrari.com dove c’è il mio blog, dove pubblico gli articoli.

Ho una pagina Facebook “Annaferrariscrittrice” e su LinkedIn, “Anna Ferrari”, dove ho un bel seguito di persone che mi chiedono continuamente di instaurare collegamenti con loro e sono davvero molti, praticamente quasi ogni giorno trovo un invito a collegarmi con altri autori, altri scrittori, giornalisti, editor e quindi c’è un bel giro di persone.

Sto visitando adesso il tuo sito, tra l’altro fatto con il nostro servizio Best Seller Site, e vedo che ti occupi anche di scrivere in inglese per importanti media.

Ho visto che hai fatto di recente un articolo su Emily Dickinson.

È iniziato tutto una mattina quando ho deciso di postare una poesia di Emily.

È una poesia a cui sono molto legata, che mi apre la giornata quando la giornata non vuole aprirsi.

Da lì è nata la voglia di scrivere di Emily Dickinson.

Lo stesso articolo l’ho fatto anche in inglese e l’ho mandato a Medium, che è una piattaforma molto grande e, come tutte le piattaforme anglofone, danno una grandissima possibilità di visibilità a differenza di quanto accade in Italia, tant’è che stavo pensando di mettermi a scrivere solo in inglese.

A differenza nostra, loro pagano, da noi le collaborazioni sono poco pagate, non si fa così.

Ho sempre creduto che il lavoro vada ricompensato perché il lavoro è lavoro.

Come hai fatto a vedere che c’è stato un grande riscontro sull’articolo in inglese, che tipo di metriche hai visualizzato?
Il fatto che sia stato acquistato da altre due riviste, una l’ha pubblicato a puntate, l’altra non lo ha pubblicato perché per la loro politica l’articolo deve essere scritto soltanto per loro, quindi non poteva comparire sul blog e neanche sulla loro piattaforma. Lo tengo presente, ne sto preparando un altro e farò due versioni, una diversa dall’altra di modo che possa pubblicarlo anche su Progetto Babele. Poi applausi, utilizzati su Medium per indicare il fatto che è piaciuto, e apprezzamenti.
Quindi l’hai promosso su Medium oppure sei andata lì, l’hai pubblicato e hai ricevuto questi riscontri quasi in automatico?
Stavo dimenticando che su Medium si può pubblicare liberamente, ce ne ho sette/otto di articoli, ma per avere più visibilità, dentro Medium, ci sono diverse pubblicazioni, le quali sono più restrittive nell’accettare testi. L’ho inviato ad una di queste pubblicazioni e quando me lo hanno accettato, dopo due giorni, non ci credevo. Quindi è stata proprio una bella soddisfazione, perché appunto essere pubblicato su una delle loro pubblicazioni vale di più che essere pubblicato liberamente sulla piattaforma.
Quello che ci stai dicendo è molto interessante Anna, quindi Medium ha la possibilità di promuovere in questo caso dei testi in inglese. Se poi andiamo a considerare che il tema della tua pubblicazione, Emily Dickinson, è sicuramente un argomento di cui trattano moltissimi articoli e con grandissima competizione, devo dire che hai avuto un’ottima visibilità. Questo è veramente importante alla luce del fatto che, quando si fa marketing, bisogna testare delle nuove strade, bisogna esplorare e poi a volte si scoprono cose interessanti, come è successo a te. Immagino che tu non ti aspettassi un riscontro di questo tipo.
Me lo auguravo, ma ero abbastanza scettica, visto che era la prima volta, invece mi ha sorpreso piacevolmente. La prossima volta proverò col New York.

Anna è stato un grandissimo piacere.

Qui sotto trovate il link www.anna-ferrari.com.

Da non perdere il suo libro Insondabile Destino.

Anna qual è il genere di questo libro in una sola parola o frase?

Avventura misteriosa.
Anna grazie, un abbraccio ci aggiorniamo presto.
Grazie a te. Grazie e complimenti.
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