Emmanuel pubblica un libro Il riscatto di Claudia
Ciao a tutti, benvenuti a questa nuovissima intervista di Scrittore Vincente. È veramente un grandissimo piacere avere dall’altra parte questo straordinario ragazzo, signore, che ha un nome eccezionale, Emmanuel, si chiama come me, ed è l’autore del libro Il Riscatto di Claudia. Ciao Emmanuel dicci chi sei e di che cosa ti occupi.

Buongiorno a tutti, grazie mille per avermi invitato.

Sono Emmanuel Edson, scrittore e attivista, di origine camerunese e nazionalità italiana.

Sono contento di trascorrere questo bellissimo momento con voi per spiegare il libro.

Emmanuel, tu sei una persona molto impegnata nel sociale.

Quando mi hai contattato per pubblicare il tuo secondo libro, con Self Publishing Vincente, Il Riscatto di Claudia, mi hai detto che questo libro è ispirato ad un evento accaduto a Milano,
se non ricordo male, ad una foto del sindaco Beppe Sala in presenza di un bambino, una bambina di colore.

Ci spieghi meglio questa cosa?

Era una delle copertine del Corriere della Sera, intitolata “ Milano città che accoglie”, e in quella foto il Sindaco era seduto su una poltrona da principino, vicino a lui un bambino in piedi e una
bambina afro aggrappata alle sue caviglie.

Quella foto aveva indignato tanto sia la comunità afro, quanto le donne, proprio per l’ immagine della bambina aggrappata alle sue caviglie e aveva creato così tanti problemi che il fotografo si
era scusato pubblicamente, credo fino a ritirarla.

In quel momento stavo lavorando su un progetto per Parma 2020.

Mentre stavo scrivendo quel monologo ho parlato, come attivista, con altri membri della comunità della foto, della necessità di iniziare a lavorare su progetti veri, forti, che potessero aiutare a “de costruire” questi stereotipi e, come un flash, ho avuto l’idea del libro.

Il Riscatto di Claudia è nato così.

In un primo momento volevo scriverlo in stile narrativa diretta, poi ho scelto lo stile drammaturgico pensando fosse più adatto, che permettesse al libro di arrivare meglio.

Nel tuo libro si racconta che Claudia è un’orfana cresciuta nella città di Milano passando da una casa famiglia ad un’altra finché viene affidata ad una vecchia vedova senza figli.

Quello che mi incuriosisce è come si lega la foto di Beppe Sala, che abbiamo mostrato adesso, con questo preambolo del libro, con la storia di Claudia, orfana che va a vivere con questa
vedova.

Claudia è orfana e non ha la possibilità di studiare, di istruirsi, una ragazza che passa in affido da una famiglia ad un’altra, finché non trova questa persona che riesce a darle stabilità.

Mi permetto di portare l’attenzione su questo passare da una famiglia all’altra perché è qualcosa che destabilizza le persone e non è per niente un bene per la società, anzi è proprio un fattore
negativo.

Ed ecco che il libro ha anche l’effetto di guardare direttamente queste dinamiche all’interno della società e del sistema, insieme alle loro conseguenze.

Trovata la sua stabilità, riesce attraverso il suo dono, la bellezza, a diventare modella e a lavorare nel settore della moda, però vuole sposare un uomo con un buon casato, per poter sfuggire al suo passato, per trovare una stabilità in tutto.

Ma non si accorge che gli uomini vogliono soltanto sfruttare il suo corpo, finché, ad un certo punto, consapevole di non conoscersi a causa di questo passare da una famiglia ad un’altra, decide di prendere in mano il proprio destino e di istruirsi.

Come collego la foto con il libro?

Beh, leggendolo si trova bene il collegamento perché Claudia diventa la donna più potente di Milano. È un riscatto, dopo essersi lasciata il passato alle spalle, si realizza.

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Non ci svelare troppo.

Claudia quindi è una persona in cerca di stabilità e si associa all’immagine di questa bambina che si aggrappa alla gamba di Beppe Sala, può darsi che ci sia questa assonanza?

Nella foto di Beppe Sala si evidenziano tre aspetti principali: un maschio bianco; un giovane maschio bianco in piedi simboleggiante il bastone del successore, come nelle foto degli eredi (l’erede è sempre alla destra di colui che detiene il trono); la bambina sotto, seduta vicino ai piedi.

Analizzando questi aspetti è facile trovare il collegamento con la storia di Claudia: la bambina seduta vicino ai piedi, in quanto donna e afro, perché è seduta proprio lì?

Claudia cerca di capire la propria situazione, la confronta con il proprio passato vissuto sotto il dominio degli uomini nella speranza di sposarne uno che le desse stabilità, fino a comprendere che era soltanto il suo corpo l’oggetto del loro desiderio.

Il libro inizia con la fine della relazione con l’uomo che sperava di sposare colto ahimè in flagrante: già sposato e con figli.

La ragazza allora si chiude in camera per tre giorni e tre notti, senza mangiare né bere, a meditare sulla propria vita, su quello che vuole, desidera essere.

Esce dalla sua stanza completamente trasformata, è una persona nuova tant’è che la sua madrina la riconosce a stento.

E questa è l’immagine con cui inizia la storia.

Sì, sono immagini molto forti.

Sto riflettendo, ascoltandoti, su quell’immagine del sindaco di Milano.

È chiaro che molti ti avranno detto che è semplicemente un’immagine, però come diceva Oscar Wilde solo i superficiali non giudicano dalle apparenze e a volte un’immagine può essere mille volte più potente di cento pagine scritte.

Effettivamente, come tu ce l’hai descritta, dietro quell’immagine c’è una persona che l’ha pensata, l’ha progettata, credo il fotografo con la condiscendenza del sindaco.

C’è stata una progettazione, quindi credo che non sia per niente casuale e credo che un certo tipo di comunicazione vada ponderata con maggiore attenzione.

Lo sforzo che fai dal punto di vista sociale e quello che stai facendo come attivista è qualcosa che ti fa onore.

Emmanuel come ti sei trovato con il nostro servizio Self Publishing Vincente? Perdonami se ti faccio cambiare argomento.

Il rapporto con voi è un rapporto ormai consolidato da anni. Siamo al secondo libro!

Mi trovo bene con tutta la tua squadra, con tutti voi.

Non ve l’ho detto ma vi ho citato nella presentazione del libro, ho parlato molto di voi perché abbiamo sempre lavorato bene insieme.
Molto bene!

Grazie Emmanuel è un piacere per noi lavorare con autori come te. C’è un sito dove possiamo trovarti per approfondire le tue iniziative editoriali e sociali?

Adesso ho aperto un blog su Facebook, direttamente sulla mia pagina, perché penso che con Facebook il contatto con il pubblico sia diretto.

La mia pagina si chiama Emmanuel Edson.

Che tipo di post e articoli pubblichi? Immagino siano inerenti ai tuoi interessi.
Sto lavorando parecchio con le recensioni delle amiche, degli amici, che sto condividendo sulla mia pagina. Poi naturalmente pubblico contenuti sulla mia parte di attivista, su quello che succede nel continente e anche in Italia per cercare di allargare la visione di insieme nella società italiana. Oggi siamo in una società global e quando mi rimanderai questa registrazione, nell’istante in cui la pubblicherò, sarà visibile a Londra, negli Stati Uniti, in Camerun, in Africa e il nostro lavoro è un lavoro in cui si cresce insieme. Scrivo e pubblico contenuti in italiano, quindi porto sempre fuori, dai suoi confini, l’immagine dell’Italia e adesso viene fatto in maniera diretta, non più come una volta.
Ti sei trasferito in Francia, dal Camerun, a 16 anni. Quanti anni avevi quando ti sei trasferito in Italia?

Ho lasciato il Camerun a 16 anni per gli studi di filosofia.

Mi sono trasferito in Francia, dove ho proseguito gli studi ed ho un legame molto forte con questo Paese.

Poi ho girato un po’ e ho vissuto anche 6 mesi in Svezia.

Sono arrivato in Italia quasi 20 anni fa, quando ho conosciuto mia moglie e un anno dopo ci siamo sposati.

Mi trovo bene! Milano è la mia città e il sindaco è anche una brava persona.

Nella comunicazione ci sono due linguaggi, un linguaggio visivo e un linguaggio grafico, come ci insegna la semiontica, e quella foto non è una cosa superficiale, perché ha un linguaggio con cui si esprime.

Se poi la posto, tutti possono vederla e la gente mi chiama per capire, comprendere di cosa si tratta, che cosa sta accadendo.

È importante lavorare su questo aspetto, per poter cambiare gli occhi di tanti in Italia e, anche se l’immigrazione afro è nuova in Italia, occorre dire che porta comunque qualcosa dentro la società.

Benissimo Emmanuel sono assolutamente d’accordo.

Il riscatto di Claudia, libro a cui fa da sfondo, in copertina, il Duomo di Milano e una dama con pelle afro.

Un libro intrigante, con una storia forte, una storia che lega due culture e che alla fine, molto probabilmente, ci farà capire che di cultura ne esiste una sola: quella del rispetto.

Grazie Emmanuel, ci aggiorniamo a brevissimo.

Ti mando un abbraccio.

Grazie a te dell’invito, salutami tutti gli altri: Giovanni, Sonia, tutti quanti! E grazie ancora per il bellissimo lavoro.
Davvero, grazie!

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