Se fai il Furbo sul Web e non Curi al Meglio i Tuoi Contenuti, la Promozione del Tuo Libro potrebbe Fallire Senza che te ne Accorgi

Ho commesso alcuni errori che i lettori di ScrittoreVincente non hanno lesinato di mostrarmi. Me ne sono accorto dalle mail che ho ricevuto in questa settimana. Soprattutto nei miei primi articoli.

=>Mi è stato detto che ho edulcorato in modo eccessivo i post con le interviste agli scrittori che sono stati bravi ad autopromuoversi.

=>In uno dei miei primi post avevo addirittura scritto ‘in questo post si parla…’ e allora ho ricevuto un commento anonimo (che non ho pubblicato in quanto privo di firma e saturo di insulti gratuiti) pregno di astio nei miei confronti, perché non posso essere credibile nella materia che sto trattando essendo io il primo che non sa scrivere: infatti nel post non ‘si parla’ ma ‘si scrive’, come sto facendo ora.

=>E poi, nei primi articoli, spingevo troppo per l’iscrizione alla newsletter e i lettori se ne sono accorti quando io pensavo che invece fosse tutto ok.

Cosa penso di queste critiche? Penso che sono fondate. Ho già apportato infatti alcune correzioni.

Fare il furbo sul web non conviene

Sottolineo nuovamente un concetto più volte ripetuto in questo sito. La presenza online può essere la chiave vincente per la promozione del tuo libro (come vedrai anche nell’intervista seguente). Fai molta attenzione però, perché tu sei uno scrittore ed essere presente online significa fondamentalmente scrivere sul web. Se sbagli (errori di scrittura, tracce autoreferenziali, messaggi ‘furbi’ etc…) i lettori che rilevano i tuoi errori (e stai sicuro che li rilevano) non ti perdoneranno: la pubblicità negativa poi si diffonde molte più velocemente di quella positiva.

Nel caso di promozione libraria non credo quindi che valga l’assioma ‘Bene o male purché se ne parli’: frase che pare sia attribuita a Oscar Wilde che ne il ritratto di Dorian Gray scrisse:

There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about.

Ma è solo una mia opinione.

Internet Non Distingue la Pubblicità Negativa da quella Positiva e Ti Rende in Ogni Caso Popolare

Tuttavia nel caso di promozione online potrei anche entrare in antitesi con quanto scritto poc’anzi, perché uno dei fattori che genera maggiore visibilità sul web sono i link di altri siti che puntano alle tue pagine. Siccome Google non è in grado di distinguere i sentimenti nascosti dietro questi link, un numero assoluto di link maggiore porta maggiore popolarità ai nostri siti e più persone potranno raggiungerli in quanto posizionati nei primi posti dopo una ricerca online.

Avrai sentito parlare di SEO, no? E che ne pensi della pubblicità negativa: è meglio che se ne parli tanto e anche male piuttosto che poco e bene?

La Massima Attenzione va Rivolta al Tuo Target Specifico di Lettori/Lettrici

Simona Bertocchi su ScrittoreVincente

In ogni caso l’errore più grande che ho commesso secondo me in questi primi 18 articoli di ScrittoreVincente, non mi è stato segnalato da nessuno ma me ne sono accorto stamane leggendo una statistica dove si evince che il numero di donne che scrivono è nettamente superiore al numero degli uomini.
Mi sto dimenticando quindi del mio target principale in quanto solitamente mi rivolgo a scrittori (vedi ad esempio il titolo del mio sito) e intervisto scrittori, dimenticandomi della fetta di torta più grande: le scrittrici.

Quando quindi fai pubblicità per il tuo libro, non fare il mio stesso errore, cerca invece sempre di rivolgerti alla fetta più grande della tipologia di persone che possono essere tuoi lettori/lettrici in quanto interessate ai temi che tratti (target).

Per questo motivo che ora pubblico la mia intervista a Simona Bertocchi. La Bertocchi è una scrittrice che nonostante non abbia grossa familiarità con la tecnologia, è proprio tramite internet che è riuscita a coronare il suo sogno di arrivare a pubblicare i suoi libri che trattano l’universo femminile con una sensibilità speciale.

Non ho mai incontrato Simona. Ci siamo scambiati qualche mail e da quanto ho percepito, tra la vita che scorre portando con sé miriadi di problemi, sembra che per Simona ci sia un fulcro unico sul quale ruotano tutte le questioni esistenziali. Tale fulcro è proprio la scrittura.

L’INTERVISTA

1 – Simona: spiegaci in poche parole chi sei, cosa ami fare e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita.

Mi chiamo Simona Bertocchi, sono nata a Torino dove ho vissuto per tanti anni e ora la Toscana mi ha adottata. Lavoro nel campo del turismo e gestisco e presento eventi culturali in Toscana collaborando con il Comune di Montignoso ( Massa Carrara), con il circolo culturale I.P.LA.C di Mestre e con la casa editrice Giovane Holden Edizioni di Viareggio .
La scrittura è quasi un bisogno primario per me, scrivo da sempre, i miei primi tentativi narrativi se li ricorda bene la mia insegnante delle elementari che mi rimproverava di andare sempre fuori tema. La scrittura e la lettura sono le passioni che più mi nutrono.

2 – Qual è stato il percorso che ti ha permesso di pubblicare il tuo primo romanzo?

Internet. Lo dico sorridendo perché sono una scrittrice che non abbandona mai carta e penna ed è una vera frana con la tecnologia ma, grazie alla rete sono entrata in contatto con siti che si rivolgono alla letteratura e alla scrittura e ho potuto condividere e confrontare la mia scrittura con quella di altri “scribacchini”. Ho ricevuto molti consensi e apprezzamenti e il poeta e scrittore Maurizio Meggiorini mi ha convinto a mandare alle case editrici le mie opere e mi ha stimolata a partecipare ai concorsi letterari.
Poco dopo sono arrivate le segnalazioni di premi ad alcuni concorsi letterari e una casa editrice mi ha proposto il primo contratto.
Non è stato facile smettere di scrivere solo per me.

3 – Hai inizialmente pubblicato con una nota casa editrice a pagamento e poi hai cambiato editore: reputi che per chi pubblica a pagamento ci sia come un ‘danno di immagine’ che può eventualmente inficiare le vendite?

Ovviamente l’ideale è finire nel catalogo di una casa editrice che non pubblica a pagamento, impresa eroica per gli emergenti. Serve la gavetta prima di approdare ad un editore che pubblica free, io ci sono riuscita solo adesso dopo tre libri editi.
Il “danno immagine” un autore lo può avere anche pubblicando con una grande casa editrice.
La capacità dello scrittore e la sua credibilità si vede dai consensi del pubblico e dei media, dai riconoscimenti ai concorsi letterari (non tutti i concorsi purtroppo).
Per ottenere questo servono due elementi: la capacità dell’autore e l’entusiasmo nel farsi conoscere.

4 – Qual è l’ostacolo più grande che hai incontrato per promuovere incisivamente le tue opere? (ad es. poche persone alle presentazioni, mancanza di supporto da parte delle istituzioni, inefficacia della promozione online etc…)

Vedo che conosci bene il sotto bosco di questa realtà.
Non sempre l’entusiasmo è sufficiente, spesso mancano le promesse date dalle Istituzioni, la location non ha l’allestimento adatto, la promozione non è incisiva oppure mi è capitato di credere moltissimo nel contenuto di un evento culturale e alla fine rivolgermi a poche decine di persone.
Succede e si deve mettere in conto che fare cultura in una società in cui tutto va nella direzione contraria è difficilissimo.
Il mio umile consiglio è quello di collaborare con circoli culturali, trovare collaborazioni tra artisti e scrittori ma soprattutto crederci. Per me i libri e l’arte sono pura passione e si sa che per amore si fanno molti sacrifici.
Ti faccio un esempio pratico: ho presentato il libro ad un caro amico il quale ha corrisposto proponendomi un’intervista in radio, oppure ho dedicato uno spazio agli artisti di un circolo culturale e loro hanno contraccambiato presentando il mio libro in altre regioni.

5 – Nell’attuale mercato editoriale, quanto è importante secondo te il ruolo del book-trailer nella promozione di un libro?

E’ vero che giro con carta e penna ma senza la forza delle innovazioni tecnologiche non si va da nessuna parte. Viviamo in una società in cui l’immagine è tutto e più il messaggio è incisivo più è efficace. L’ideale sarebbe una promozione alternativa e innovativa che però usa gesti e messaggi semplici.

6 – Quali sono i consigli che daresti a uno scrittore esordiente che vuol promuovere autonomamente la propria opera?

Di mettersi sempre in discussione, la scrittura può essere perfezionata, i consigli di chi è più esperto vanno ascoltati. Ho visto troppi “colleghi” credersi Neruda dopo il primo libro di poesie e pretendere lo spazio meglio esposto in vetrina.
Lo scrittore emergente dovrebbe mandare le sue opere a più case editrici dando la precedenza a quelle che fanno la differenza nella distribuzione che deve essere nazionale.
Bisogna anche essere consapevoli che i libri delle case editrici non sono sugli scaffali di tutte le librerie e quindi è necessario fare autopromozione nelle librerie, circoli, piazze facendosi aiutare dall’editore (quei pochi disponibili alla promozione) e iscrivendosi a circoli culturali.

7 – Quali sono secondo te gli scrittori più bravi in Italia nella promozione autonoma della propria opera?

Gli scrittori che riescono con la promozione del loro libro a mandare messaggi di solidarietà e impegno o gli autori che vanno oltre alla pura presentazione del loro scritto ma uniscono anche altri volti dell’arte come il teatro o la musica.

8 – Quanto conta secondo te la fortuna nel successo di un’opera, o meglio, a patto che ci sia la qualità del testo, una promozione efficace può permettere comunque al libro di ottenere delle buone vendite?

Assolutamente sì. Una promozione di effetto può fare la fortuna iniziale di un’opera il problema è poi mantenere l’effetto nel tempo e questo avviene solo se anche il contenuto è più che valido.

9 – Nel mio Blog dove inserirò la tua intervista, asserisco che uno scrittore che tenta di affrontare il mercato editoriale attuale (composto da più libri che lettori!), per far emergere la propria opera, deve soddisfare una particolare equazione. L’equazione stabilisce che le stesse energie che sono impiegate per la scrittura dell’opera devono essere dedicate anche alla promozione della stessa, con la stessa cura del metodo sia per la scrittura che per la promozione.
Reputi che tale asserzione sia una esagerazione?

No. Mi conosci e sai che la penso esattamente come te credo però che questa equazione debba essere supportata dall’entusiasmo e dal desiderio di contagiare la propria passione. Credo che se manca l’anima alla promozione il lettore sia il primo ad accorgersene.

10 – L’aver fatto molte presentazioni delle tue opere, ti rende ora più sicura nell’autopromozione dei tuoi testi e ti incentiva a continuare a fare ciò che tanto ami, ovvero scrivere?

Sì, è stata una bella palestra. Diciamo che riesco a essere più selettiva nei luoghi e modi dove fare le mie presentazioni e l’incontro col pubblico è sempre stimolante. Adoro il coinvolgimento tra scrittore e lettori.
Se incentiva la mia voglia di scrivere ? Quello è un male incurabile ormai… anche poche dosi al giorno ma di scrivere non posso fare a meno!

11 – Parlare in pubblico per presentare la propria opera reputi che sia un’attività che tutti gli scrittori possono fare oppure è solo per chi ha doti comunicative particolari?

Ho presentato scrittori che hanno creato dei piccoli capolavori, oppure artisti conosciuti che però dosavano al minimo le parole in pubblico. Non è stato facile.

12 – Quanto è stato utile per te essere presente su Facebook e avere un tuo sito personale per la promozione della tua opera?

E’ stato fondamentale. E’ una forma di pubblicità che non è troppo artificiale, ci metti la faccia, esprimi quello che veramente sei, ti confronti col pubblico e accetti elogi e critiche ma, soprattutto, copri un pubblico molto vasto.

13 – Quali sono i tuoi progetti letterari futuri ed eventualmente stai pensando a nuove tecniche promozionali degli stessi?

Ormai la mia formula è quella di unire alla presentazione del libro anche altre facce dell’arte come l’esposizione pittorica, la musica e fare sempre intervenire un giornalista o uno psicoterapeuta per creare un evento a tutto tondo.

(home photo by Lies Thru a Lens on Flickr)

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