Ciao a tutti e benvenuti in questa nuovissima intervista di scrittore vincente.

Innanzitutto cito tutti e 3 i miei siti.

Scrittorevincente.com: per scrittori che vogliono imparare come promuoversi al meglio.

Selfpublishingvincente.it: per autori che vogliono imparare a pubblicare in maniera indipendente.

Bookness.it: per come trasformare in business il proprio progetto librario.

Dopodichè, ho il piacere, finalmente, di poter intervistare Gino Marchitelli. Lui è una persona straordinaria con passioni di vario tipo a livello letterario. Ha una produzione molto vasta, è poliedrico e si occupa di tanti generi letterari.

Ha venduto più di 60.000 copie. Ha pubblicato con editori importanti ma ha pubblicato, soprattutto, in Self Publishing. Infatti il record di vendite del suo libro, con più di 12 mila copie, è in Self Publishing, in auto pubblicazione, perché lui fondamentalmente è un imprenditore di se stesso.
Ha girato l’Italia, in questi ultimi otto anni, facendo decine di presentazioni del suo libro con un grande riscontro. Ha molto da insegnarci.

Gino dicci chi sei e di cosa ti occupi.

Ciao vedo che tu c’hai questo bel panorama marchigiano dietro le spalle mentre io qua sono nella regione più colpita dal coronavirus e siamo veramente conciati malissimo.
Sono qua in casa. Prima di tutto sono un impiantista elettrico, volgarmente chiamato elettricista.

 

Poi sono diventato nel tempo, grazie a Daniele Biacchessi (uno dei più grandi scrittori e giornalisti italiani d’inchiesta) “elettro giallista”. Elettricista che scrive gialli.
Ma io non faccio solo quello. Comunque, Daniele, mi ha massacrato per mesi dicendomi: è ora che tu scrivi la storia dei lavoratori sulle piattaforme petrolifere dell’eni nel mediterraneo e che bloccarono il lavoro precario in Italia per dieci anni. Io respingo questa proposta e gli dico: ma cosa vuoi che scriva che non ho mai scritto in vita mia, a parte cose sindacali.

Non ho mai scritto, ho letto tanto, questo si. Poi ascolto Daniele che continua a massacrarmi e inizio a scrivere. Invece di scrivere la storia dei lavoratori delle piattaforme petrolifere dell’eni, mi viene fuori un giallo o noir che si occupa di pedofilia.
Inizio a scrivere questo libro che s’intitolerà “morte nel trullo” e parlando con Daniele, mi dice: mandami le pagine, così ti dico come va.
Ovviamente penso: gliele mando così siamo belli tranquilli perché tanto vedrà che non so scrivere,
che faccio schifo e si chiude questo capitolo. Lui comincia a leggere le pagine e mi scrive: è una roba incredibile, mi colpiscono i delitti. Ma quand’è che questo personaggio andrà in piattaforma petrolifera? Io gli rispondo che non ci va perché fa altro. Lui si rassegna, io scrivo questo libro e poi si pone il problema di come pubblicarlo. Lo mando a 150 editori e praticamente per un anno non ricevo alcuna risposta. Poi mi scrivono in due, medio piccoli editori.
Uno mi risponde: il tuo libro non ci interessa per niente quindi arrivederci.

L’altro dall’Emilia Romagna mi dice: guarda io sono incuriosito da questa roba che hai scritto
però io sono piccolo non c’è quasi niente relativamente alla distribuzione. Se vuoi ce la giochiamo insieme eccetera, eccetera.
Parto con questo micro editore ma mi troverò molto male, senza dare colpe, dico che le prime copie di questo libro che mi arrivarono si sfaldavano.
Si aprono e perdo tutte le pagine. Quindi una brossura con probabilmente una colla non regolare.
A lui dispiace, a me dispiace ancora di più perché io per farmi conoscere, avevo stampato 400 copie con lui, pagandole parecchi soldi per regalarle perché io volevo essere conosciuto e sapere cosa mi dicevano, visto che Daniele mi aveva spinto il libro e lo trovava interessante.

Quindi la gente non solo non lo leggeva ma si arrabbiava pure perché apriva il libro e partiva tutto.
L’editore si dispiace e mi ristamperà 200 copie fatte bene (più di tanto non poteva) e io intraprendo il percorso della pubblicazione “per i fatti miei”.
Questo nuovo percorso avviene praticamente un anno e mezzo dopo perché tutto quello che vi ho raccontato, in due minuti, mi ha fatto impiegare un bel po’ di tempo.
Diciamo che iniziò tutto nel modo migliore, per essere buttato fuori dal mondo editoriale. Quindi mi carico di un bel po’ di costo personale e provo a rimandare i libri. Le recensioni sono positive.

Ovviamente i primi contatti sono con persone che mi conoscono e tutti sappiamo che le persone che ti conoscono si dividono in due categorie: quelle che ti dicono che il tuo libro va bene perché non osano dirti che fa schifo e quelli che invece magari lo apprezzano veramente. Sulla base di quelli che lo apprezzano veramente, io comincio ad andare a fare delle presentazioni. Va detto agli autori, che non esiste qualcuno che ti promuove bene se non te stesso e promuovere bene te stesso vuol dire che ti devi mettere a fare lo scrittore artigiano. Parti con la macchina se si organizzano le presentazioni, porti i libri e come tutti gli artigiani investi perché non è che tu parti da Milano e vai ad Ancona e ti pagheranno l’autostrada, il gasolio, l’albergo eccetera soprattutto quando sei, all’inizio, completamente sconosciuto.

Quindi, ho dovuto fare un investimento e ho fatto una scelta che è stata quella di non comprarmi il furgone nuovo da elettricista, il trapano nuovo, la scala, eccetera eccetera, ma di spedire e spendere migliaia di euro nella mia auto promozione. Come tutti i lavori sapevo che poteva andare bene ma poteva anche andar male ma è cominciato un percorso virtuoso che ha portato in 8 anni una media tra 50 e 80 presentazioni all’anno in giro per l’Italia.
Negli ultimi 2 anni ho cominciato ad essere chiamato in Francia, Belgio e Lussemburgo sempre attraverso però una serie di contatti.

Per sei anni e mezzo io non ho fatto che finanziarmi. Da un anno e mezzo a questa parte quando ormai ho vinto 40 premi letterari, di me si parla molto in giro, dopo anche che ho fatto questo corsa da pazzo, Milano-Brindisi in bicicletta per raccogliere i soldi per aiutare i bambini terremotati delle marche.
Nel 2017 un editore marchigiano (perché giustamente come dici tu, io ho una parte in Self Publishing e una parte pubblicata da editori), mi ha pubblicato un libro per bambini contro la gelosia e il pregiudizio.
Abbiamo fatto la prima presentazione al festival del libro di Macerata e dopo io ho deciso, in seguito al terremoto di agosto e il mio bel rapporto con le marche, di provare a fare una cosa nuova cioè mettermi in gioco e ho fatto 14 presentazioni dal 19 di agosto al 4 settembre del 2017 e li ho fatti in bicicletta, partendo da Milano fino a Brindisi. Ho fatto 1.300 km di bicicletta, 14 incontri e lì si è creato un canale virtuoso perché la gente mi ha ospitato, mi ha dato da dormire, da mangiare, librerie e associazioni, gruppi sociali e comuni perché 14 comuni hanno poi dato il loro patrocinio gratuito a questa iniziativa: dovevo raccogliere 3 mila euro per i bambini di alcuni paesi e ne ho raccolti 10.000 con questo viaggio in bicicletta.
Tutte le presentazioni del libro si sono trasformate nella voglia di finanziare sto vecchio milanese, mezzo marchigiano che si muoveva per far conoscere il suo libro ma soprattutto aiutare i bambini
marchigiani.

Dal 2017 cambia la situazione perché in quel periodo ricevo 150 articoli sui giornali di
vario tipo, nazionali, locali, radio, eccetera e quindi vengo conosciuto non per i gialli, non per i sette otto romanzi, 10 che avevo già scritto ma vengo conosciuto per questa iniziativa di beneficenza a
favore dei bambini marchigiani.
Quindi da due anni a questa parte riesco a fare presentazioni, andare in giro, dove ricevo rimborsi totali o parziali, mi danno da dormire, da mangiare, quindi quando vendo i libri riesco ad avere un riscontro economico.
Va detto però che il riscontro economico relativa alla vendita dei libri, non è sempre eccezionale, perché hai presentazioni dove viene tanta gente e presentazioni dove vengono in pochi per svariati motivi.

Quindi può essere che una sera incassi 30 euro o 100 euro o altro.
Ma quando hai le spese più o meno pagate diventa anche una grande avventura perché
diventa una strada per far conoscere il tuo lavoro letterario che viene apprezzato.

Quindi chiudo questa parte con quello che dicevo prima. Bisogna mettersi in gioco e sapere che se
non ti muovi tu, ovviamente (e devi avere un prodotto che piace ed è fatto bene) non vai da nessuna parte.

Ottimo, grazie Gino.
C’è stato un pezzo in cui per diversi anni hai fatto 60, 80 presentazioni all’anno.

Ciò significa più di una presentazione a settimana, quindi c’è stata una prima fase in cui hai fatto questo lavoro enorme.
Poi pian piano, questa tua insistenza, questa tua grande determinazione, questa tua capacità promozionale, ha iniziato a creare un effetto di compensazione in base al quale le persone hanno iniziato a invitarti.

Quindi il tuo calendario di presentazioni funzionava in maniera pressoché automatica dopo che tu hai superato una soglia iniziale, facendo un gran bello sforzo e sempre con il libro pubblicato in Self Publishing, mentre spingevi appunto queste presentazioni.

All’inizio con “Morte nel trullo” ma poi man mano sono andato avanti e ho fatto i primi tre in Self Publishing.
Bisogna però dire che devi avere la fortuna che ovviamente quello che scrivi piaccia e devi avere delle grandi relazioni, perché se le persone ti stimano, per altri motivi, magari superano anche quella diffidenza di vedere un elettricista di 55 anni che ha sempre fatto l’elettricista, lavorava sulle piattaforme petrolifere, lottava con i lavoratori come sindacalista e scrive dei gialli.

Quindi devi avere sicuramente un prodotto che viene apprezzato. Io sono stato fortunato perché non pensavo dentro di me di avere tante cose da raccontare e che hanno trovato, diciamo all’inizio, un riscontro in una nicchia ben definita di persone che apprezzavano anche il mio impegno sociale.

Quindi c’era una empatia legata a questo.
Poi la curiosità di vedere cosa avevo scritto attraverso l’empatia l’ho ha trasformato in piacere e ho allargato il giro e dopo i tre libri scritti in Self Publishing, il terzo ha vinto dei premi prestigiosi.
Da lì mi ha chiamato il più importante editore medio piccolo e importante nel panorama italiano, i
Fratelli Frilli di Genova e con lui ho pubblicato altri quattro gialli con gli stessi personaggi.

Nel frattempo ho cominciato a scrivere di resistenza e ho utilizzato due tre volte il Crowdfunding, per vedere se la gente dopo avermi conosciuto, aveva voglia di finanziare un progetto letterario dandomi piccole somme, ovviamente, che mi consentisse anche di capire se c’erano persone che mi sostenevano.
Quindi siamo arrivati ad oggi che sono pubblicato da quattro editori differenti, su vari temi.
Poi ho una mia linea indipendente che difendo con le unghie e con i denti, che è l’auto pubblicazione, il Self Publishing, che mi da grandi soddisfazioni.
“Morte nel trullo” è uscito a giugno del 2012 in quel modo allucinante con i libri che si spaccano e la gente che ti manda a quel paese e ho perso quasi un’anno.
Da giugno del 2013 “Morte nel trullo” ha venduto più di 12.000 copie e continua a vendere, cioè
ogni volta che qualcuno legge qualcosa di mio ritorna su Morte nel Trullo.

Da lì poi mi chiedono quelli successivi e quindi s’è creato questo circuito virtuoso ed è umanamente molto bello.
Quando vai in giro a presentare i libri e non soffri di frustrazione quando c’è poca gente, e sai
che ti devi conquistare i lettori uno per uno e li conquisti nel tempo, se hai la forza, il coraggio e ci metti anche del denaro, le soddisfazioni sono tante, magari non lo sono economicamente
in maniera adeguata da farti intraprendere solo questa professione, ma lo sono sicuramente dal punto di vista personale, umano e di relazioni.

Fantastico Gino, ogni volta che ascolto alla tua storia e oggi ho la fortuna di condividerla anche con i nostri lettori, mi commuove.
Effettivamente c’è veramente. una determinazione, un’intraprendenza e comunque va detto e va sottolineato che alla base ci deve essere un prodotto letterario di qualità, cioè un prodotto scritto bene e che sia interessante per un pubblico sufficientemente vasto.

Il genere dei libri che scrivi è un genere commercialmente ben apprezzato.

Quindi hai fatto degli sforzi partendo da un prodotto che promette bene.

Io per campare, ovviamente, ho continuato e continuo a fare l’elettricista, quindi devo far convivere due percorsi, cioè devo far convivere gli impianti elettrici con 50, 60 presentazioni per cui uno deve sapere ottimizzare il tempo.
Mi chiamano una volta alla settimana. Una volta a Bari, una volta Napoli, una volta a Torino, ecc.
Per cui cerco sempre un’accordo, in modo di non distruggere la mia attività.

Ora sto riuscendo a ridurla un po per privilegiare la parte letteraria, ma perché ovviamente c’è lo stipendio.
Bisogna sapere che di libri, possono vivere 3 400 persone in Italia, di cui
una metà sono grandissimi scrittori, ma una metà sono personaggi costruiti perché sono calciatori,
veline, e politici ai quali altri scrivono libri (i Ghostwriter) e poi vendono solo per il nome che hanno.
Però chi si conquista questo mercato e per sperare di vivere devi fare dei numeri astronomici.
Io mi baso anche un po sull’esperienza: in otto anni ho venduto più di 60.000 copie.

Comunque è un dato molto importante e interessante perché bene o male il 70 per cento di questi 60 mila sono persone che ho contattato, hanno letto, e mi hanno lasciato la loro email.
Ho una mailing list di 2.500 persone che mi hanno incontrato alle presentazioni e quando scrivo ad uno ad uno, immediatamente vendo i miei libri.

Si è creata una relazione interpersonale molto forte e questo farà un po’ sorridere. Ti invitano a casa e ti fai una cena insieme.
Io poi sono come il mio personaggio principale, il commissario Lorenzi.

Sono un cuoco piuttosto bravo,come lui vado spesso nelle case, organizziamo le serate dove racconto i libri e cucino. Mi mettono a disposizione la cucina per mangiare.
Certo adesso con il coronavirus sono problemi, vedremo…

Perdonami la domanda Gino.
Hai parlato di email marketing, quindi i consigli che diamo all’interno di scrittore vincente ci sono stati utili, hai avuto modo di seguirli?

Si,devo dire che avendo questo problema del lavoro come elettricista e nel fare tantissime presentazioni, alla fine il tempo per pianificare nel modo adeguato, come tu mi hai consigliato, il contatto con le persone che mi seguono l’ho sempre avuto in maniera alterna e questo non va bene: bisogna essere molto costanti.
Devo dire che in questo periodo, c’ho anche la fortuna di essere tra quelli che non si è ammalato.

Stare chiuso in casa mi ha consentito di andare a ricontattare tutti uno per uno, di rispiegare i miei lavori, scambiare due chiacchiere anche sulla situazione attuale del virus e di problemi di lavoro
e il riscontro è stato immediato.
Ora, uscito l’ultimo libro “Campi fascisti” per un editore italiano molto importante.
E’ uscito giovedì scorsoe prima, l’editore, pensava di non stamparlo più perché era tutto chiuso. Aveva 1500 prenotazioni, ha contattato le librerie e le persone che avevano prenotato e sono state tutte confermate.

Il libro è uscito e domani, addirittura, io sarò sul venerdì di repubblica perché a livello nazionale parleranno di questo libro che è un libro che manca in Italia da 18 anni.
Non è più un romanzo ma una ricerca storica e io da giovedì scorso ad oggi ne ho venduti 235 nel giro di sette giorni dovendo andare in posta due volte la settimana per via della chiusura dovuta all’epidemia.

Quindi li vendevi attraverso l’email direttamente e man mano che si stabiliva il contatto chiudevi la vendita?

Si, con Email e Facebook, dove faccio delle presentazioni in diretta, in questo momento.

Ieri sera ho partecipato ad un evento organizzato da una serie di associazioni del nord est Milanese e in due ore abbiamo avuto mille visualizzazioni, una cosa pazzesca, strepitosa, con una presenza
media di 120 persone.

Complimenti Gino. Ora per chiudere quest’intervista che è stata fondamentalmente un racconto straordinario, pochi in Italia di autori come te possono vantare un’esperienza di questo tipo, ma completamente autocostruita.

Con i due libri si è creato un bel effetto volano, che ti ha portato ad essere dove sei. Domani ti troveremo addirittura in un inserto di tre pagine su Repubblica che adesso pubblicherò ovviamente come screenshot all’interno di questa intervista.

Quello che voglio chiederti ora, se tu dovessi dare tre rapidi consigli ad uno scrittore che crede nella propria opera e che ha verificato che sia un opera di qualità interessante, come abbiamo detto prima, avere un pubblico sufficientemente vasto, quali sono questi tre consigli che daresti?

Te lo dico con una metafora.
Quando ci sono le fiere in paese e mettono la pentola per aria e te con il bastone devi cercare di romperla, e tu giri e non sai mai chi la colpirà, mi ha insegnato di evitare di sprecare troppe energie senza mirare. Dove vuoi andare?

Io l’ho fatto e quindi i primi anni è vero che ho ottenuto dei risultati, ma se mi immagino quanti ne ho sprecati, direi che non ne vale la pena; quindi è bene riflettere molto e non lasciarsi andare alla casualità.

Per cui, sapere quali sono le persone che ti apprezzano, le cose che puoi fare, i settori che poi aggredire con il tuo scritto, con il tuo lavoro è importante, e questa è la prima.
La seconda è quella di avere un sito e una relazione con qualcuno, non solo che si intende e ti aiuta a farlo intrigante e piacevole, e questo non è per piangere a nei tuoi confronti, perché’ ho scelto io di farlo con la tua con la tua associazione, con la tua organizzazione.
E avere un sito che funziona, che è fatto bene e che dopo aver pagato l’avviamento, puoi un po’ gestire, sicuramente aiuta.
Oggi per fortuna la funzione dei social come stiamo facendo adesso diventa davvero propulsiva, se la sai utilizzare bene.
Sicuramente come ho detto, non bisogna andare alla cieca.

Avere un professionista o collegarsi a qualcuno che ti sa creare, organizzare un sistema di approccio, fa in modo che la tua immagine pubblica sui social sia fatta bene è importante, mentre istragram e facebook li gestisci per i fatti tuoi.
Però bisogna avere un sito interessante e chiaro che va aggiornato spesso, cosa che io faccio poco ed è un errore.
Puoi mettere i tuoi prodotti da vendere in modo che la gente ti possa raggiungere, ma anche possa comperarli tramite il tuo sito da amazon.

La terza cosa: bisogna essere, secondo me, molto modesti, molto umili, cioè, se tu scrivi e qualcuno ti dice che è un libro pessimo e lo fai leggere ad un altro e ti dice la stessa cosa o rinunci oppure devi pensare che forse la tua nicchia di riferimento è ben determinata.
Allora la devi scovare, trovare e devi concentrare le tue forze laddove qualcuno apprezza quello che tu fai e non a pioggia, perché a pioggia possono tornare indietro tante di quelle negatività che se non hai un carattere resistente partigiano come il mio (io mi considero un erede dei partigiani che hanno liberato l’Italia) ti viene la depressione ed abbandoni tutto.

Fantastico Gino, ci hai dato delle informazioni bellissime. Il tuo facebook è www.facebook.com/gino.marchitelli e il tuo sito è www.scrittorefelice.it. Gino risponde sempre a tutti e non so come fa.
Mi ha anche confessato, se posso dirlo, che a volte da consulenze a livello psicologico.
Aiuti le persone, cerchi in qualche maniera di essere utile.

In questo periodo di epidemia si. Se un mio lettore, mi chiama e mi dice, guarda sto male,
cosa faccio, lo mando al diavolo? No, gli parlo.

Questo ti fa onore, come quando hai aiutato i bambini terremotati facendoti praticamente 1300km in bicicletta.
Quindi hai tutta la nostra stima Gino.
Grazie veramente per questa straordinaria bellissima intervista ti mandiamo tutti noi un
abbraccio perché sei una persona speciale e ci vediamo presto di persona, e non vedo l’ora da mesi. Ciao!

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