Andrea PellicciaAndrea Pelliccia, autore di libri il cui tema principale è il rugby.

Andrea sta applicando nel dettaglio le tecniche descritte nei Moduli 2, 4 e 5 di BESTSELLER COURSE, trasformando sul serio il suo libro in un caso editoriale.

E’ rassicurante leggere la sua intervista perché si scopre una bella sinergia tra editore e scrittore, sia nella publicazione che nella promozione. E questo è ciò che è auspicabile per il futuro dell’editoria.

Purtroppo queste realtà sono rare: complimenti Andrea e Absolutely Free per la diffusione culturale di uno sport straordinario qual è il rugby!

Goditi questa intervista fiume e lascia un tuo commento in basso. Andrea e io risponderemo a ogni tuo quesito.

L’INTERVISTA

1) Andrea: spiegaci in poche parole chi sei, cosa ami fare e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita

Ho 39 anni, vivo a Pozzuoli, vicino Napoli, con moglie, figlia e gatta e lavoro nell’Information Technology di un’Azienda del Gruppo Finmeccanica, anche se la mia laurea in Ingegneria Chimica prospettava altri scenari.
Le mie passioni principali sono rugby, calcio, musica rock e fantascienza.
La scrittura ha iniziato ad avere un ruolo decisivo nella mia vita solo da un paio d’anni a questa parte. So che può sembrare strano ma, prima di diventare “scrittore” (uso ancora le virgolette perché fatico a considerarmi tale), l’ultima prova letteraria risaliva al 1990. Tema di maturità classica.
Poi un paio d’anni fa, la mia passione per il rugby mi ha spinto ad acquistare un libro dello scrittore Flavio Pagano, dal titolo “Quelli che il rugby…”. A folgorarmi è stata una frase scritta nella presentazione: “forse il primo romanzo di rugby scritto in Italia”. Mi sono detto: “è vero che non ho mai scritto nulla, ma se scrivessi narrativa basata sul rugby la mia opera sarebbe considerata perlomeno originale”.
Così, verso novembre del 2009, ho iniziato a scrivere un raccontino autobiografico (ho giocato per quattro anni nelle giovanili della Partenope, gloriosa squadra di Napoli). Ho visto che mi riusciva abbastanza bene e ho iniziato a scriverne altri di pura immaginazione che avessero sempre il rugby sempre come filo conduttore.
La scrittura era abbastanza grezza, la lettura di un manuale di scrittura creativa mi ha aiutato nella preparazione delle ambientazioni, nella definizione dei personaggi, nella struttura dei dialoghi, e così via.
Alla fine sono venuti fuori sei racconti, pronti per essere sottoposti all’attenzione degli editori. Il titolo: “Up & Under – racconti di rugby”.
A quel punto il problema era: “sono un autore sconosciuto, vorrei pubblicare un libro che parla di sport (argomento di nicchia), in particolare di rugby (sport minore)”.
Dovevo innanzitutto far capire che il mio è un libro di narrativa, non un libro di sport. Insomma, ci voleva già a questo punto una “botta” di marketing!
Così mi sono inventato una prefazione con un dialogo tra l’autore e il potenziale editore. Il primo spiega che “il rugby è solo un filo conduttore, un pretesto per raccontare storie”, il secondo è inizialmente perplesso poiché teme si tratti invece di un’opera destinata ai soli addetti ai lavori.
Quella prefazione è diventata poi una sorta di racconto trasversale, con il confronto fra autore ed editore che si ripete in vari punti del libro, con tanto di “terzo tempo” finale, uno dei simboli più noti del rugby. Ho aggiunto poi, a beneficio dei neofiti, una breve appendice con alcuni concetti basilari sul rugby.
Alla fine di aprile 2010 ero pronto per inviare in giro copie del mio manoscritto.

2) Qual è stato il percorso che ti ha permesso di pubblicare con Absolutely Free e come l’editore ti sta ora supportando nella promozione?

Il percorso è stato lungo e tortuoso, poiché non avevo nessuna consapevolezza del mercato editoriale. Così mi sono ritrovato a inviare il manoscritto anche a case editrici che pubblicano a pagamento. Queste mi hanno risposto dichiarandosi tutte entusiaste delle mia opera e scrivendo che per una modica (!) cifra il mio bel libro avrebbe visto la luce e mi avrebbe dato grandi soddisfazioni.
Tra le varie case editrici a cui avevo inviato il manoscritto c’era la Absolutely Free di Roma (non a pagamento di nome e di fatto), che cercava materiale inedito da pubblicare in ebook e da divulgare sul nuovo sito www.okbook.it
I tempi per ricevere una risposta, si sa, sono lunghi. A sbloccare la situazione è stato un concorso per racconti inediti bandito dalla Absolutely Free. Il titolo era “Vite da calcio”. Ho scritto un racconto (stavolta di ambientazione calcistica) dal titolo “Nino non ha avuto paura” (ispirato alla celebre canzone “La leva calcistica della classe ’68” di De Gregori), L’ho inviato e ho vinto la selezione.
Risultato: la Absolutely Free mi ha proposto di pubblicare in ebook sia il racconto (in una collana chiamata “Fingerbooks”) sia il libro. Successivamente, in caso di riscontro positivo, “Up & Under” sarebbe uscito anche in versione cartacea.
A novembre 2010 ho firmato il contratto con l’editore. Ho provato a convincere il Direttore, l’ottimo Daniele Azzolini, a prevedere da subito la pubblicazione del libro anche su carta. Il motivo, legato al marketing: “Up & Under” sarebbe uscito a febbraio 2011, in concomitanza con l’inizio del Torneo delle Sei Nazioni, uno degli eventi principali del rugby.
Dopo qualche giorno Daniele si è convinto e mi ha annunciato che “Up & Under” sarebbe uscito contemporaneamente sia “in carta e ossa” sia come ebook. Sarebbe stato pubblicato nella collana “sport.doc” che raccoglie grandi firme del giornalismo sportivo italiano, come Giorgio Cimbrico (Secolo XIX), Roberto Renga (Il Messaggero), Dario Torromeo (Corriere dello Sport).
Nel frattempo, a dicembre usciva in ebook “Nino non ha avuto paura”.
La casa editrice ha uno staff dinamico e disponibile col quale ho collaborato in modo proficuo fin dall’inizio: dall’impaginazione, alla copertina, alla grafica.
Nella promozione è entrato in gioco addirittura il distributore (NdA di Rimini). Il libro è piaciuto e ha deciso di puntare alle librerie della grande distribuzione. Non solo, avendo recepito che è un testo di narrativa più che di sport, il distributore ha ottenuto che venisse collocato sugli scaffali della Narrativa (alla lettera P, subito prima di Pellico e Pennac…). Dulcis in fundo, in concomitanza con le partite casalinghe dell’Italia al Torneo delle Sei Nazioni, è stato predisposto davanti allo Stadio Flaminio uno stand su cui erano venduti i miei libri.
Per i mesi successivi io e l’editore abbiamo continuato a lavorare in perfetta sintonia: gli eventi di promozione sono stati sempre concordati e supportati affinché riescano al meglio.

3) Avevi pianificato una strategia di marketing apposita per ottenere il successo che sta riscuotendo ora il tuo libro?

La mia strategia è stata abbastanza semplice. Utilizzare i canali di comunicazione on-line (Facebook, forum, mailing list, ecc.) per far conoscere il libro innanzitutto agli appassionati di rugby. Come dicevo prima, di narrativa di rugby in Italia esiste piuttosto poco, per cui il libro ha destato sicuramente molta curiosità.
Nel frattempo l’editore inviava copie del libro a vari siti web e riviste, così da ricevere recensioni anche da parte di non addetti ai lavori. E la soddisfazione è stata sapere che il mio libro è piaciuto anche a chi non ha mai inseguito il moto aleatorio di un pallone ovale.
Ora, grazie anche ai tuoi preziosi consigli, sto pianificando e organizzando nuove attività promozionali.

4) Quali sono le azioni promozionali che hai condotto in prima persona per promuovere il tuo libro?

Alla promozione on-line ho affiancato quella tradizionale, ovvero le presentazioni in libreria e le interviste. Ad aiutarmi alcuni amici che ho conosciuto proprio grazie al libro. Fra questi mi piace ricordare Mauro Boccuni, dell’Associazione Culturale Illimitarte (www.illimitarte.com), che mi ha fatto da “spalla” nelle prime presentazioni. Diventando poi lui stesso un appassionato di rugby.

5) Nell’attuale mercato editoriale, quanto è importante secondo te il ruolo del book-trailer nella promozione di un libro?

È importante ma va usato con cautela. Come tu stesso dici, un book-trailer fatto male può rivelarsi un boomerang. Io, in ogni caso, non l’ho utilizzato, perché non avevo né i mezzi tecnici né il tempo per farlo come si deve.


6) Qual è stato l’aiuto (se c’è stato ;-)) che hai ricevuto dalle informazioni che hai avuto da ScrittoreVincente e dall’ebook “109 Segreti…”?

Il tuo ebook è stato molto prezioso, hai fatto davvero un ottimo lavoro! In particolare c’è un suggerimento che si è rivelato utilissimo: creare presentazioni del libro in concomitanza con altri eventi già organizzati. Alcune presentazioni sono state pianificate in questo modo e il successo è stato enorme. Il mio libro si presta molto a fare da contorno a manifestazioni di rugby.

7) Prima della pubblicazione su cartaceo, tramite internet alcuni autori stanno distribuendo gratuitamente la propria opera in formato digitale: reputi che ciò possa favorire o inficiare le vendite reali del libro, ovvero quelle posteriori alla pubblicazione cartacea?

È una strada che avevo preso in considerazione anch’io quando cercavo un editore per il mio libro. Se l’obiettivo primario è farsi conoscere può essere sicuramente un metodo valido.
In ogni caso se avessi dovuto scegliere tra distribuire la mia opera gratis e pagare per farla pubblicare, probabilmente avrei optato per la prima soluzione.
Parliamo però di opere di autori esordienti che desiderano emergere nel “mare magnum” dell’editoria. Negli altri casi un’ottima promozione può consistere nel “regalare” solo i primi capitoli di un libro.

8) Quali sono i consigli che daresti a uno scrittore che vuol promuovere autonomamente la propria opera?

Consigli da dare ce ne sono tanti. Occorre innanzitutto essere onesti e critici con se stessi. Mi spiego meglio. Dopo aver scritto i miei racconti non ero in grado di dire se meritassero o no di essere pubblicati. Così li ho fatti leggere a parenti e amici senza dire che li avevo scritti io. Questo è stato per me un buon banco di prova che mi ha spinto a perseverare nella ricerca di un editore.
Poi occorrono pazienza e tenacia. Certo, tutto è più facile se si cede alla tentazione degli editori a pagamento. Poi, però, una volta che il libro è stato pubblicato, gran parte del lavoro spetta all’autore. Dalla promozione alla vendita.
Infatti un editore a pagamento guadagna già con la pubblicazione di un libro, quindi non si sforzerà più di tanto per promuoverlo. Lo lascerà fare all’autore e, se le vendite vanno bene, tanto di guadagnato.
Un editore tradizionale invece sostiene delle spese per le quali è ripagato solo se il libro vende almeno un certo numero di copie. Per questo ha tutto l’interesse nel creare sinergia con l’autore e nel sostenere l’attività promozionale.
Per la promozione esistono vari canali, li conosciamo tutti. Però non bisogna abusarne, altrimenti si ottiene l’effetto opposto. Ad esempio, scrivere sulla Bacheca di Facebook di persone sconosciute teoricamente porta a far conoscere la propria opera a molte persone. Di fatto è considerato “spamming” e quindi genera fastidio.

9) Che tipo di accordi hai col tuo editore per la promozione, nel senso che lo metti al corrente di tutte le tue iniziative di marketing oppure vi muovete su due “binari paralleli”?

Andiamo a braccetto in tutto. Le occasioni promozionali vengono procurate da entrambi: io con le mie conoscenze in ambiente rugbistico, l’editore con le conoscenze nell’ambito letterario. Ne discutiamo, capiamo se ne valga la pena e procediamo.
Quest’editore ha avuto il merito di farmi sentire “importante” e credo che l’impressione sia comune a tutti gli autori che hanno avuto la fortuna e il piacere di pubblicare con Absolutely Free.

10) Dopo la bellissima esperienza della tua raccolta di racconti, nel caso dovessi pubblicare un nuovo libro, le attività promozionali che hai già affrontato (principalmente sul web) ti darebbero maggiore sicurezza per l’ottenimento del successo anche del nuovo libro?

Direi di sì. Non partirei da zero, avrei una serie di canali già aperti per la promozione. Certo, poi molto dipenderebbe dalla bontà del libro.

11) Quindi sapere che sei bravo a promuovere le tue opere, è per te un incentivo a fare maggiormente ciò che ami, ovvero scrivere?

Ho scoperto di avere buone capacità di promuovere il mio libro. Ho anche vinto la mia paura di parlare in pubblico. È chiaro che tutto questo rappresenta un buon incentivo per andare avanti e scrivere ancora.
Anche se l’entusiasmo da solo non basta. Ci vogliono nuove idee buone e fantasia.

12) Reputi che sia una esagerazione dire che per avere successo serve impiegare le stesse energie nella promozione come per la scrittura?

È un’equazione assolutamente corretta, soprattutto se intendiamo che le energie spese per la promozione sono date dalla somma delle energie spese dall’autore e di quelle spese dall’editore.
Mi spiego meglio. Se pubblico con un editore (piccolo o grande che sia) che crede sinceramente nelle potenzialità del mio libro, sarà l’editore stesso ad accollarsi una parte degli sforzi per la promozione della mia opera.
Se invece l’editore è scarsamente interessato alla promozione del mio libro (può capitare se l’editore ha già intascato una discreta somma per pubblicare il libro), allora ricade tutto sulle spalle dell’autore che dovrà fare del proprio meglio per emergere.
In entrambi i casi, i consigli dati dal tuo ebook e dal tuo recente videocorso sono fondamentali.

13) Quali sono i tuoi progetti letterari futuri ed eventualmente stai pensando a nuove tecniche promozionali degli stessi?

Ho messo on-line il mio sito www.andreapelliccia.it. Mi piace, credo sia venuto proprio bene.
Anche per questo devo ringraziare qualcuno: l’amico e poeta Dario De Lucia (sul suo sito www.dariodelucia.com è possibile ascoltare alcune delle sue bellissime poesie in musica, oltre che acquistare i suoi CD).
Per rendere il sito più “appetibile” ho abbinato la sua pubblicazione all’uscita di un nuovo racconto dal titolo “Rugby in Paradiso” che può essere scaricato gratuitamente. Anche quest’iniziativa è stata concertata con l’editore: il racconto può essere prelevato sia dal mio sito sia da quello dell’editore (www.okbook.it)
Il racconto gratuito mi è sembrato una buona iniziativa promozionale: può servire a “fidelizzare” quelli che hanno già letto il libro e a farmi scoprire da chi ancora non mi conosce.
Insomma, la promozione continua. Anche perché in questi giorni il rugby è in primo piano con il Torneo delle Sei Nazioni.
Da gennaio, poi, curo sul sito www.nprugby.it (dedicato al rugby non professionistico) la rubrica “Silver & Old”, dedicata al rugby di qualche anno fa e all’attività degli “old”. Quello degli “old” è un tema che mi sta molto a cuore: io stesso faccio parte di un’associazione, la Old Napoli Rugby Club, una onlus che si occupa di diffondere il rugby tra i ragazzi come strumento di coesione e di superamento del disagio sociale.
Ci sono poi altri progetti letterari in corso, ma è ancora presto per parlarne.
La scaramanzia partenopea mi impone il riserbo…


(home photo by ozzzie on Flickr)

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