Sara spiega qual è stata la sua esperienza con Self Publishing Vincente
Ciao a tutti e benvenuti a questa nuovissima intervista di Scrittore Vincente. Per me è veramente un grande piacere avere dall’altra parte Sara, che vive a Varese, adora la sua città giardino e si siede spesso in riva al lago con un quaderno in mano a scrivere. Sara Pinton. Ciao dicci chi sei e di che cosa ti occupi.
Ciao Emanuele e ciao a tutti. Sedermi in riva al lago è una delle cose più belle in assoluto, di cui sono grata alla vita, che amo fare anche sotto la pioggia. E scrivo. Mi vengono in mente pensieri, cose, ed è in riva al lago che ho iniziato a dare vita al mio personaggio, a volte d’impulso, guardando magari una sfumatura di un’onda o pensando a determinate situazioni ed emozioni. Faccio fluire le parole, rarissime volte vado al computer, perché ancora scrivo su carta.

Guarda caso il titolo del tuo romanzo, pubblicato con Self Publishing Vincente, è proprio Pelle Come Carta.

Parlaci di questa storia, il cui titolo è piuttosto intrigante.

Pelle Come Carta, perché intanto scrivo su carta e poi perché per questo personaggio femminile a cui ho dato vita, Dora, la carta e la pelle sono interscambiabili.

Praticamente è tutta tatuata, si scrive addosso delle cose e le scrive per sempre.

Tiene anche un diario e la sua grande passione, in realtà, è la pittura.

È un personaggio che forse destabilizza un po’, cosa che ho voluto e riscontrata anche da chi ha letto il libro, ed è quello che a volte faccio anche con me stessa, perché penso che mettersi in gioco sia dovuto alla vita.

Ma non solo per questo, anche per la necessità di fermarsi, ragionare, dare sfogo a tutto quello che coinvolge emotivamente.

Ho dato vita a questo personaggio che ha delle emozioni molto forti, e a volte mi piacerebbe tanto essere come lei, avere il suo coraggio, non avere nessun tipo di filtro e vivere senza tante vie di mezzo.
E tutto questo arriva proprio al lettore.

Leggendo la tua biografia su Amazon, leggendo la descrizione/sinossi del libro, emergono delle assonanze Dora/Sara.

Due parole di quattro lettere.

Ti faccio una domanda marzulliana: quanto di Dora c’è in Sara e quanto di Sara c’è in Dora?

Di Sara in Dora c’è un episodio della mia vita: l’intervento alla schiena a causa del quale mi sono fermata fisicamente per tanto tempo. Non muovevo le gambe, ho dovuto fare una riabilitazione di un anno e questa particolarità l’ho trasmessa a lei. Non auguro a nessuno un’esperienza di questo tipo, ma penso che ognuno di noi dovrebbe realmente prendersi un periodo di tempo, isolarsi completamente dal mondo e scavare dentro di sé. E tutto questo per me è diventato una grande ricchezza, mi è servito a sviluppare la mia passione per il mondo olistico, la fisica quantistica e lo studio delle energie. Ho indagato sul perché di questa problematica alla schiena, su cosa volesse comunicarmi, perché l’anima comunica attraverso il corpo, l’involucro, fino a comprendere ciò che mi arrivava a livello emotivo e come lo vivevo. Essendo poi un essere femminile, con una grande passione per il Messico, per la pachamama, per le meditazioni, sono andata a scavare ancora più a fondo dentro di me, in quello che era il mondo delle energie femminili. Ho creato così questo personaggio: una donna con determinate caratteristiche, come i capelli blu, che anch’io ho avuto per un po’ di tempo. A volte c’è un divario fra quello che la gente percepisce del tuo involucro a quello che tu sei in realtà. Ho voluto destabilizzare anche in questo attraverso una donna che se ne va in giro come una diva, una star, tatuata, con i capelli lunghi e blu e con un certo portamento, insomma un vulcano immenso di emozioni forti che però denotano anche tanta fragilità. E qui, più che Sara/Dora, c’è proprio l’universo femminile e tutto ciò che ognuna di noi vive sulla propria pelle, nel momento in cui arriva magari a 40 – 50 anni, e si ferma per chiedersi se sta vivendo la propria vita o quella di qualcun altro. Credo che ognuno di noi abbia uno o più talenti, però a volte per conciliare le situazioni, le persone, l’educazione, facciamo finta di non vedere, di non sentire, non ci ascoltiamo e spesso poi siamo infelici. Questo per portare a galla tutto il mondo sommerso di Dora e il suo vissuto, che una persona normale accumulerebbe in moltissime vite, ma a me piaceva mettere insieme varie caratteristiche.
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Supponi di avere a disposizione 30 secondi, n’è uno in più, n’è uno in meno e, in 30 secondi, anche se lo stai già facendo, se tu dovessi spiegarci perché dobbiamo comprare Pelle Come Carta, come ce lo argomenteresti?

Intanto perché credo che vivere le emozioni di Dora possa aiutare a “staccare un po’ la spina”, prima caratteristica che cerco un libro. Divoro libri, non so vivere senza il libro cartaceo, anche in coda alla posta ne ho uno in mano. Questa è la prima caratteristica. L’altra è che alla fine dei capitoli, anche se poi in realtà nella parte cartacea non c’è neanche l’indice, ci sono dei brani musicali, perché ho scelto di far vivere questo personaggio con le “cuffie” sia quando dipinge, ma anche quando poi si relaziona o succedono alcune cose. Quindi il brano è altro mezzo con cui viaggiare, la musica è un’altra ricchezza che abbiamo, indipendentemente dai gusti. E poi perché effettivamente credo possa aiutare a scavarsi dentro senza per forza andare dallo “strizzacervelli”. Credo anche che ogni essere, soprattutto femminile, possa ritrovare tanti punti di forza e tanti punti di fragilità e, mettendo insieme tutti i pezzettini del puzzle, una persona possa sentirsi meno sola. A volte ci sentiamo isolate, sbagliate, strane, abbiamo delle difficoltà a dire quei no che invece dovremmo dire, a parlare dei nostri pensieri, di come ci sentiamo e spesso per paura.
Se dovessi attribuire un genere letterario alla tua opera qual è questo genere?
È formulato in prosa e in versi, direi un romanzo femminile. Devo dire che effettivamente già qualche uomo lo ha letto e mi ha detto che è rimasto molto contento, perché gli ha dato tanto e lo ha aiutato a capire meglio i silenzi femminili. Quindi anche gli uomini si sono ritrovati con il contenuto di questo libro. È un libro che possono leggere tutti, anche chi ha un semplice sogno da realizzare e ha paura magari di non poter vivere con quel sogno, come la pittura ad esempio, perché aiuta a realizzarlo.
Grazie Sara. Come è stata la tua esperienza con Self Publishing Vincente ?
Mi sono innamorata di voi. Come ho detto prima, penso che ognuno di noi abbia un dono, il famoso talento, e credo che voi siate nel posto giusto del vostro dono. Si vede che non lo fate solo con una metodologia, una professionalità, che assolutamente sono dovute nello svolgimento del lavoro, ma proprio con amore, ed è questo che fa la differenza. Grazie.
Grazie a te Sara, sono parole che mi commuovono. Anche se, prima di iniziare questa conversazione, mi stavi dicendo che hai un po’ di difficoltà con la tecnologia, dove possiamo trovarti, hai un sito web, una pagina Facebook, una mail?

Effettivamente se pensi che sono una che va in giro con il taccuino nella bora o nella pochette…

Ho aperto una pagina Facebook come Sara Pinton; la pagina Instagram, proprio da qualche giorno, come Pelle Come Carta.

Alla fine del libro c’è una mail dove mi si può scrivere anche solo per un confronto, una chiacchierata, oppure per eventi.

Insomma sto oltrepassando uno dei miei limiti che è quello dell’ utilizzo dei social andando oltre la mia riservatezza.

Sì. Esporsi, mettersi in discussione.
Ripartire con una cosa nuova e superare effettivamente il limite tecnologico.
Invito sempre gli autori che mi seguono a superare questo limite con un piccolo ragionamento. Chi produce valore, e tu Sara hai scritto un romanzo di grande valore, deve esporsi per una questione di responsabilità, perché deve condividerlo con più persone possibili. Devi fare in modo che altre persone abbiano l’opportunità di entrare nel tuo mondo e in quello di Dora quindi, in quest’ottica, devi assolutamente spogliarti metaforicamente sui social per condividere il grande valore che hai creato. Sara ti mando un abbraccio e a presto!
Anch’io. Ciao a tutti e un bacione. Grazie mille!
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