Stefano_SantarsiereStefano Santarsiere è un lucano con la scrittura e la sua terra che gli scorrono nel sangue in un moto che non avrà mai fine (leggi le sue risposte nell’intervista seguente).

Ultimi 40 secondi della storia del mondo, il suo ultimo romanzo, ha ricevuto una unanime approvazione dalla critica.

Sono stato felicissimo quando l’ho visto vincere a inizio anno il concorso Sanremo Writers, che avviene in concomitanza col Festival musicale di Sanremo.

Stefano ha ancora tanta strada da fare per incrementare il livello della promozione dei suoi libri, come la gran parte degli autori. Tuttavia la solida base da cui parte, ossia la qualità oggettiva dei suoi libri, ritengo sia l’imprescindibile condizione per puntare veramente in alto.

L’INTERVISTA

1) Spiegaci in poche parole chi sei, cosa ami fare e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita

Sono un trentasettenne con tanti interessi e una sola grandissima passione: la scrittura narrativa. Sottolineo ‘narrativa’ proprio perché intendo la scrittura come mezzo per costruire storie e raccontarle; non attribuisco finalità psicologiche o filosofiche allo scrivere. Essenzialmente, mi piace narrare. Siccome sono di origini lucane – vengo da un paese del potentino di 1400 abitanti – posso aggiungere, come significato ulteriore, che scrivere dei miei luoghi mi aiuta a tollerare la distanza da essi. Ma è un elemento che si somma all’intenzione narrativa, non la sostituisce.

2) Qual è stato il percorso che ti ha permesso di pubblicare il tuo libro?

Se ti riferisci al mio primo romanzo – ‘L’arte di Khem‘ – è stata la routine che molti esordienti conoscono bene: invio del manoscritto alle case editrici, attesa, risposte negative, altri invii, altra attesa, e infine la risposta buona. In quel caso fu una chiamata di Roberto Di Marco, editor di Pendragon (Bologna), che volle assolutamente il mio libro per la collana ‘Tempi nuovi’.
Con ‘Ultimi quaranta secondi della storia del mondo’ il percorso è stato un po’ diverso. Mi sono affidato a un’agenzia letteraria (Interrete, di Piergiorgio Leaci) e siamo arrivati ad Abelbooks e al libro elettronico.
L’idea di tentare una pubblicazione ebook mi intrigava, per diverse ragioni, ma non con il self publishing. Abelbooks è una casa editrice nuova e dinamica, quindi ho accettato la sfida.

3) Hai esperienza di scrittura di un blog?

Dal 2005 gestisco un blog dove pubblico racconti, recensioni, notizie intorno alla mia attività di scrittore. C’è anche un intero romanzo a episodi che si chiama ‘Storie dal Club’ (come il blog stesso) ispirato a un gruppo di ragazzini scatenati e a una vecchia casa in cui si riuniscono segretamente per organizzare le loro imprese. Ogni racconto può essere letto come storia a sé, alcuni sono stati pubblicati in antologia. E’ un inno all’infanzia e alla capacità che i giovani hanno di re-inventare il mondo; un po’ alla Mark Twain, se il grande vecchio mi perdona.

4) Stai pensando a un futuro in cui la scrittura diventerà sempre più importante per te oppure la scrittura sta solo occupando una parentesi temporanea della tua vita?

Uhm… credo che la scrittura sarà sempre importante. Sempre più. Non riesco a immaginare di cancellarla dalla mia vita, almeno fin quando avrò storie da proporre. Storie che mi emozionano – e che spingono per esser condivise.

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5) Quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato (e che stai incontrando) nella promozione del tuo libro?

Sarò sincero, Ema. Il troppo. Troppo materiale pubblicato, che rende complessa qualunque ‘operazione visibilità’. Con questo non voglio dire che il mio libro abbia maggior diritto di quelli altrui di venire alla luce e di esser letto, assolutamente. Ma su una cosa sono inamovibile: il self-pubblishing sta accentuando il caos nel mondo dei libri. Sono del parere che il legame con una casa editrice resta essenziale, ed esse non devono rinunciare al loro ruolo di selezione e cura dei libri da proporre ai lettori.

6) Stai pensando in futuro di autopubblicarti sfruttando le nuove piattaforme per il self-publishing come ad es. Amazon?

Su Amazon il mio libro c’è, ma vi è stato collocato dalla casa editrice. Non voglio autopubblicarmi.

7) Quanto è importante secondo te la promozione per il successo di un libro?

Imprescindibile. Tanto più in un mercato in – come sai bene – l’offerta pare superare la domanda. Ma la promozione deve essere fatta con cura, con il dovuto rispetto verso i potenziali lettori e senza trucchi. Una cosa che mi sono imposto di fare, ad esempio, è di non nascondere le recensioni negative. Infatti nella pagina web dedicata ai commenti su ‘Ultimi quaranta secondi’ ho inserito anche il link a una recensione non buonissima.

8) Qual è il giudizio su Bestseller Course?

‘Bestsellers Course’ è una guida multimediale in materia di marketing librario, direi la più completa che si possa trovare in rete. L’argomento è tra i più ostici, anche perché non ancora perfettamente codificato, e il prodotto di Emanuele ha il merito di proporre un approccio pratico e completo, di immediata utilità.

E’ un corso specifico, chiaro, meticoloso. Utilizza una piattaforma funzionale che mescola un audio-video ben costruito, diapositive, testi scritti che accompagnano e integrano le informazioni; individua una pianificazione delle azioni; fornisce suggerimenti continui basati su casi reali; accompagna insomma lo scrittore a ‘far da sé’ in un ambito in cui non è necessariamente versato né sempre aiutato dalla propria casa editrice – e che tuttavia risulta decisivo per il successo del libro, al pari della padronanza delle tecniche di scrittura e della consapevolezza del proprio mondo poetico. Perché si sa, non basta essere bravi se ti leggono in pochi. Aggiungo che le soluzioni e le strategie non sono per niente banali o prevedibili, come ci si attenderebbe in casi simili. Personalmente ho realmente ‘scoperto’ un bel po’ di trucchi da utilizzare.

Insomma, consiglio di provare il corso. Tanto più che Emanuele non si sottrae alla legge del ‘soddisfatti o rimborsati’, e si propone di restituire il costo del prodotto se non è ritenuto utile dall’acquirente; il che mi pare improbabile.

9) Quali sono i tuoi progetti letterari futuri ed eventualmente stai pensando a nuove tecniche promozionali degli stessi?

Ho il nucleo di un nuovo thriller, che inizierò a scrivere in primavera. Nel frattempo devo concludere la prima stesura di un romanzo su cui lavoro da un anno. E’ una storia alla Clive Cussler, con le dovute differenze; dico solo che il personaggio principale è un giornalista free lance, ovviamente lucano, che ispira sé stesso e il suo lavoro a uno scrittore e ricercatore statunitense del paranormale (realmente esistito). Sullo sfondo c’è una città scomparsa e una rivoluzionaria teoria geologica…
Quanto alla promozione, ci penserò quando (e se) questi nuovi libri saranno pubblicati.

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