Ciao a tutti e benvenuti in questa nuova intervista. Dall’altra parte c’è una persona che stimo molto perché è un mio amico e un mio collaboratore. E’ diventato un autore, molto apprezzato, di romanzi e sta per sfornare il suo secondo romanzo.


Si chiama Mauro Reschini. Ciao Mauro, raccontaci chi sei e cosa fai.

Sono onorato di esserti amico e sono felice di poter essere un vostro collaboratore.

Sono Mauro Reschini ho 55 anni, ho una carriera di 30 anni nel mondo del business del fashion come top manager di alcune aziende internazionali e italiane.

Da pochissimo tempo ho iniziato questa mia nuova avventura, per una scelta mia specifica di vita.

Non voglio più fare ciò che devo fare ma ciò che mi piace. Per questo sono diventato un autore e uno scrittore.
Poi vi ho conosciuti attraverso questo percorso, e sono felice e contento di essere un tuo collaboratore.

Grazie Mauro. Parliamo quindi di trasformazioni poiché questo è un tema anche a me caro. Pure io ho lavorato per più di 10 anni per una multinazionale e poi ad un certo punto ho scelto quello che amo veramente ed è quello che sto facendo ora, dedicandomi alla scrittura, dedicandomi quindi ad assistere gli autori come te e come tanti altri a pubblicare al meglio il proprio libro.


Le persone che ci seguono vogliono scoprire delle tecniche per promuoversi, per cercare anche loro di realizzare al meglio il proprio sogno, perché è importante, anzi direi importantissimo, vendere.
Io introdurrei il metodo Reschini, visto la tua decennale esperienza. E’ quel metodo realizzato attraverso delle strategie assolutamente replicabili per fare delle presentazioni con piccoli sforzi ma con grandi risultati, sia di vendita delle copie, sia di partecipazione delle persone.


Ho annotato che hai venduto 713 copie in 12 presentazioni dove, queste presentazioni, avevano tutte la stessa identica formula basata sul metodo Reschini.

Ma spiegaci tu cosa significa il tuo metodo.

Tieni presente che io mi sono sempre occupato di clientela in tutto il mondo quindi ho un’esperienza di vendita di quasi 30 anni e basata soprattutto sul contatto con le persone.

 

Ho pensato quindi: perché invece della solita normale pubblicità, non creare proprio un format che abbiamo sviluppato e che prevedeva proprio diversi incontri con qualcosa di eccitante.

La gente dev’essere un po eccitata per comprare qualcosa. Deve essere innamorata del format, di quello che gli proponiamo, quindi abbiamo avuto l’idea di viaggiare su due linee.
La prima è quella di essere sponsorizzato nelle mie presentazioni da importanti aziende, che mi hanno dato la possibilità di pubblicizzare il loro prodotto e mi davano la possibilità di usare i loro
prodotti negl’incontri. Si è passati dalla classica azienda marchigiana di liquori fino a quella di cioccolata fino ad una famosissima azienda di confetti abruzzese e naturalmente anche ad una famosissima azienda d’acqua.

Mi permetto di parlare anche un attimo del libro che è un romanzo accompagnato da una colonna sonora.
Ho sempre detto: perché solo i film o i programmi televisivi possono avercela? Allora che cosa ho fatto. Ho creato ad ogni capitolo del mio libro un codice qr che ti rimandava ad un canale youtube dove potete ascoltare le canzoni. Queste canzoni poi, c’erano nel format. Venivano quindi messe, durante la lettura, attraverso un piccolo spettacolo teatrale con alcune comparse, con alcune ragazze che leggevano dei brani e che si immedesimavano nella protagonista. E questa era la colonna sonora dell’incontro. Perché questo? Perché i suoni, le canzoni e i rumori, rimandano sempre dei ricordi passati.

Tutti noi siamo stati innamorati più o meno e ci ricordiamo la canzone dei nostri primi incontri oppure abbiamo avuto un problema o un qualcosa di brutto e ci ricordiamo il rumore.
Allora ho pensato: se uno deve ricordarsi del mio libro può farlo ascoltando queste canzoni che sono di un famosissimo artista. Questa era la base di partenza poi abbiamo fatto questi incontri tutti
patrocinati dai comuni marchigiani, perché il mio romanzo si svolge sul territorio marchigiano.
C’e stato questo piccolo spettacolo teatrale (un format) che mi permetteva di emozionare.

Va bene fare delle presentazioni che funzionano, con delle vendite veramente ben al di sopra della media, ma alla base ci dev’essere un prodotto di qualità ed interessante, come il tuo libro “la scultrice”.

Io ho partecipato a tante tue presentazioni e ho visto proprio qual’era il riscontro soprattutto dei tuoi lettori e delle tante lettrici che poi hanno recensito positivamente questo libro. Venivano a chiederti la firma, la dedica, persone che avevano già letto e comprato il libro e si sono presentate poi alle presentazioni per assistere a questo tuo format che abbiamo denominato il metodo Reschini.

Il metodo Reschini consiste in 4 punti.
Per prima cosa trovarsi uno sponsor.
Secondo definire un format che sia un po più piacevole e snello rispetto alla presentazione letteraria classica dove, di solito, ci sorbiamo tutta una serie di informazioni che non hanno grande ritmo. Quindi hai messo due ragazze a parlare e a leggere i brani del tuo libro.
Terzo punto: è avere il patrocinio del comune.
Un quarto aspetto è avere un presentatore empatico. Ti faceva delle domande anche con un certo ritmo e tutto questo durava una mezz’oretta, 40 minuti.
Quindi si parla di una presentazione che è veramente veloce, piena di contenuti, non solo di parole che vengono divulgate per raccontare il libro ma anche di suoni di musica di presenze che cambiano.

Come hai fatto ad ottenere il patrocinio del comune e queste sponsorship?

E’ frutto di un lavoro. Per arrivare a certe situazioni, bisogna comunque lavorarci sopra con pazienza e con costanza. Il libro partiva avvantaggiato dal fatto che comunque è impegnato in una storia che si tiene in un paese, Potenza Picena, che è un paese limitrofo alla zona di cui sono particolarmente legato.

Ho detto: se io in questo libro ho messo tutto il mio amore per queste zone, per questa regione (marche), mettendoci tutti i sapori tutti i colori, tutto quello che potevo immaginare, naturalmente diventa qualcosa che può interessare, che fa attrazione. In ogni posto dove sono andato ho chiesto il patrocinio perché proprio parlavo un po di tutte quelle quelle città, di quelle attività, di quelle persone, di quei colori, di quei profumi che erano tipici del luogo.

E’ stato così un po’ in tutti i posti dove ho fatto questa presentazione.Il format è molto ristretto perché credo che l’emozione non può durare 5 ore (a meno che tu non sia un grandissimo regista). Se noi concentriamo, le frasi, l’essere della protagonista in alcune frasi, in alcune sentenze, in alcune esclamazioni, attraverso delle ragazze che comunque fanno già teatro e sanno già porsi davanti al pubblico, non diventa una lettura semplice ma una lettura fatta con il corpo, una lettura fatta con la postura, fatta con l’arte.

Naturalmente bisogna creare quell’ambiente attraverso la musica, attraverso le emozioni, attraverso le sensazioni che hanno fatto molto emozionare tutti i presenti e anche me, perché a volte, identificandomi nella protagonista, non riuscivo neanche a parlare. All’inizio è stato un po difficile per me però è stato, è stata e sarà una bella nuova soddisfazione.

Quindi un altro aspetto inerente proprio al marketing librario, molto interessante, è il fatto che tu hai fatto in modo che l’azienda che ha sponsorizzato il tuo evento, offrisse i suoi prodotti prima dell’inizio dell’evento. Cosi che si inneschi il cosiddetto principio di reciprocità, nel senso che se tu inizialmente dai qualcosa è inevitabile che tutti i partecipanti poi alla fine comprino il tuo libro.


Se poi a queste componenti tu ci aggiungi in mezzo la parte essenziale della vendita, che non è la logica ma l’emozione e trasmetti emotivamente i contenuti del tuo libro, hai fatto bingo! Quindi in modo strategico, all’inizio, bisogna offrire qualcosa. Io ho partecipato ad un evento dove abbiamo mangiato quei cioccolatini e diciamo pure che sono straordinari. In altri contesti c’erano delle bibite, dei liquori.

Quindi dall’altra parte una persona si predispone quasi in attesa di poter eventualmente contraccambiare. Poi all’interno dell’evento c’è questa mezz’ora, 40 minuti massimo di emozioni, frammentate, d’interesse continuo e di emozione pura. Sono delle presentazioni dove tocchi delle corde molto interessanti, quasi commoventi e poi alla fine c’è un banchetto molto semplice con i libri che sono venduti ad un prezzo semplice da pagare.

Questo in maniera che in pochi minuti ci sia la possibilità di fare in modo che siano distribuiti più libri possibili.
Questi sono gli aspetti che interessano le persone che ci seguono.
Un aspetto che va oltre al marketing librario è secondo me quel sogno che
tu avevi da bambino, che ti ha ossessionato una vita e che ti ha spinto poi a scrivere “la scultrice”.

Esatto ma più che un sogno era un incubo. La storia di questo libro nasce proprio da un incubo che mi perseguitava da bambino, da ragazzo.
Era un incubo ricorrente che mi faceva stare male, mi faceva alzare con l’ansia e mi faceva vivere dei brutti momenti al risveglio.

Così mi sono fatto un po di autoanalisi, ho fatto un po il Freud della situazione. Ho detto: cerchiamo di trovare una soluzione a questa cosa. Che cosa mi sono inventato? Ogni volta che avevo questo incubo e naturalmente ero costretto a svegliarmi prendevo degli appunti. Piano piano con questo piccolo metodo ho riempito un quaderno, un notes e ho esorcizzato il mio incubo, leggendolo. Quindi non è stato più un incubo ma un sogno movimentato come tanti altri.

Ho comunque sempre amato leggere, ho sempre amato scrivere. Però naturalmente ero terrorizzato dal fatto di essere uno scrittore. Ai miei tempi si pensava sempre ad una persona che andava in giro senza portafoglio, senza soldi era visto in un archetipo completamente differente e allora ho sempre tenuto questo taccuino con questi appunti nel mio famoso cassetto poi quando ho deciso, giusto due anni fa, di cominciare questa mia nuova avventura, ho cominciato a
scrivere in un giorno normale senza nessuna eccitazione.

Proprio allora ho ripreso questo taccuino che mi ha portato a creare un’ambientazione, una storia che parte da questo sogno, questo incubo che si è trasformato in sogno.

Effettivamente ora stiamo parlando di una situazione che sembra frutto di una evoluzione da un punto di vista professionale e poi da un punto di vista delle passioni però alla base c’è un incubo, un incubo che ti ha ossessionato. E’ una storia incredibile.

L’incubo è dolore. E hai trasformato questo dolore in qualcosa che hai elaborato attraverso la scrittura e la scrittura per te ha avuto quasi un potere terapeutico perché finalmente si è riusciti a sviluppare tutto quello che nella tua testa, nel tuo animo, in passato, ti ha turbato.


Ora è diventato un prodotto che è molto ben apprezzato da chi ha avuto la possibilità di leggerlo. Trovate “la scultrice” in vendita ovviamente su amazon, in cartaceo o in formato ebook.


Io suggerisco il formato cartaceo poiché la copertina è molto intrigante. Ci sono degli aspetti che svelano e non svelano. La storia è assolutamente originale e ovviamente non posso che consigliare l’acquisto di questo libro.
Mauro, credo che i contenuti di questa intervista giustifichino la sua lunghezza. Ma quali sono i tuoi progetti futuri?

Lavorerò, nel futuro, al personaggio della protagonista che ho creato. Diciamo che a breve (non so se prima dell’estate o dopo l’estate) pubblicherò il mio secondo libro che rispecchia un pochettino il fatto di cercare, attraverso persone molto particolari, la bellezza dell’amore e la bellezza della morte, la bellezza dell’arte e la bellezza delle passioni, quindi è concentrato su personaggi.

Sono diventato scrittore mentre prima facevo il manager. Sono orgoglioso di farlo e di averlo fatto con te attraverso il tuo servizio e attraverso le tue conoscenze e le tue consulenze.

Grazie, ci vediamo presto, appena finirà questo brutto periodo dovuto al coronavirus.

Abbiamo volutamente, io e Mauro, deciso di fare questa intervista dove spieghiamo come fare presentazioni dal vivo, quasi per esorcizzare, per fare in modo che svanisca quanto prima questo brutto periodo. Non vediamo l’ora di riniziare veramente a fare delle presentazioni dal vivo, ad incontrare le persone, a stringerle ed ad abbracciarle.


Speriamo che questo si realizzi.
Ciao a presto!

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